Altritaliani
Nelle sale cinematografiche dal 7 settembre 2011

Habemus Papam, l’ultimo film di Nanni Moretti, esce in Francia

lunedì 5 settembre 2011 di Armando Lostaglio

In piena crisi di valori nell’Occidente, arriva il monito di Nanni Moretti che con il suo ultimo film si sgancia dalle contingenze politiche del “Caimano”. Michel Piccoli interpreta un insolito ruolo, quello di un Papa umile e incapace di sostenere il peso dell’investitura. Per ragionare sui suoi dubbi, le sue incertezze, si affida a uno psicanalista, interpretato da Moretti stesso. Uscito al cinema in Italia il 15 aprile, eccolo qua sugli schermi francesi da mercoledi 7 settembre. Un capolavoro da non perdere.

“La messa è finita” … Ma noi non andiamo in pace. Potrebbe essere l’incipit di una riflessione partendo dal finale del film che Nanni Moretti propone non senza il gusto di provocare, di irritare forse, ma pure di condurre ad una placata riflessione.

“Habemus Papam” non lascia scampo a irrisione o a false interpretazioni estetiche. E’ un film duro, forse il più acuto rispetto ai suoi precedenti, ma di certo è sincero nella consapevole ricerca di una Disfatta che appare chiara, ma che forse nascondiamo per pudore, per una vereconda speranza che ci sia ancora molto da salvare.

Moretti affonda il suo sguardo nella profondità delle incertezze, del dubbio di rappresentare nella fede milioni di persone che ancora sentono il bisogno di essere rappresentati, di credere nonostante tutto in un Dio che li spinga ad andare avanti. Nonostante tutto.

Eppure quel finale non lascia scampo: il Balcone più noto del mondo, il camino delle fumate bianche rimarranno vuoti, nelle lacrime e la disperazione di una Messa finita. Irrimediabilmente? Moretti da un ultimo colpo di reni, durante la sua (psicanalitica) presenza in Vaticano, per consolare un Pontefice appena eletto che sente addosso il peso di non poter assolvere al divino mandato pastorale. Un Peso maiuscolo che lo psicologo Moretti cerca di indagare da non credente, da colui che pretende di risolvere il caso come un caso qualsiasi. Il colpo di reni sta appunto in questo: si può con leggerezza quotidiana “risolvere” un dilemma così rilevante per l’umanità? Moretti si aggira fra i cardinali scardinando la potenza del loro ruolo e minimizzando - ad una partita a pallavolo o a briscola - il gioco dell’esistenza che preclude attività umane ben più consistenti e faticose per quell’uomo chiamato a rappresentare tutti gli altri, ad indicarne la rotta.

Sta nella leggerezza del Peso dunque la ricchezza di questo messaggio. Non già “il disorientamento senza redenzione”, non già un “sacerdozio desacralizzato”, ma la visione utopica e forse onirica di avvertire il Peso della guida come il momento di cognizione e presa di coscienza (finalmente!) di chi siamo e cosa ci attendiamo dagli altri. Fede o non fede, credere oppure no, ma l’elemento che congiunge in questo film (il più politico di Moretti) è la ricerca di uscire dal baratro della solitudine, abbracciando gli altri in un messaggio che coinvolga nell’amore, il più totale possibile. Messaggio forte e dinamico, giovane seppur delegato a cardinali così avanti negli anni. Un film politico, religioso quanto ecumenico.

Lo sconcertato papa Melville (sublimato nel film da Michel Piccoli) richiama nel nome la “balena bianca”, la stessa che si barcamena a disagio nell’oceano dell’io più profondo. Ma il suo disorientamento attiene ad ogni uomo che si pone interrogativi. A ciascuno di noi, figuriamoci a chi rappresenta un miliardo di credenti. E’ un papa umanissimo questo di Moretti, che nel finale non lascia quella pace scontata che vorremmo. Non si legge nel Vangelo (Matteo, 10, 34) “non sono venuto a portare la pace ma la spada”? Certo, una spada da sguainare contro ingiustizie e vessazioni. A questa riflessione vorrà condurci questo film? Si può ipotizzare, seguendo una logica prepolitica e non già di blasfemie o presunte irritazioni e boicottaggi. Per questo devono vederlo non solo i credenti (di qualunque fede) ma anche chi non si riconosce nei dogmi.

Tutto funziona in questo film difficile e coraggioso: gli attori, le ambientazioni, persino le comparse; un po’ meno la figura di Moretti-attore-psicanalista, ma forse sta nella sua leggerezza/estraneità il contraltare di un film eccessivamente gravoso, ambizioso nello scardinare i dubbi e guardare a fondo lo specchio deformato di un Occidente che dovrà (necessariamente) trovare nuove rotte.

Armando Lostaglio

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Il sito del film

Il trailer ufficiale del film


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