Altritaliani.net
Ancona, fino al 15 marzo 2011

Sguardi, mostra fotografica di Rosella Centanni

venerdì 11 marzo 2011 di Rosella Centanni

Tramite questo reportage nei campi rom di Tirana in mostra in questo momento ad Ancona e la presentazione che ne fa la scrittrice Iride Carucci, Altritaliani si propone di dare una maggiore visibilità ad una fotografa marchigiana interessante, un’artista dell’"altra" Italia, quella delle piccole e laboriose regioni un po’ in ombra... Si tratta di Rosella Centanni. Le sue foto, in particolare i ritratti, potrebbero essere definite foto dell’anima, tanto l’artista riesce, attraverso uno sguardo, una posa, una luce, a toccare la vita interiore e a farla emergere.

Chi ama la fotografia sa quanto ci si possa arrovellare sull’immagine che, forse come tutto nella vita, sfugge, a volte corpo imprevedibile e anguillesco.
Poi… il miracolo... la cattura è riuscita … e lì... un mondo.
Sguardi, questi di Rosella Centanni, leggeri e forti come parole che, senza la distrazione di alcun suono prendono il cuore e vi sostano.
Immagini-parole di carne e Immagini-parole di carta.
La grana della stampa accoglie con delicatezza e affetto. Testimonia.
Bambini,vecchi, donne ; luci sfrangiate del tramonto estivo scivolano sulla pelle, o entrano stanche dentro gli sguardi .
Nella misura dell’obiettivo, con lo sguardo dentro lo sguardo, l’artista affonda nella vastità della vita interiore, difficile a dirsi, e la percorre con palpabile empatia e così, come sempre accade nella sua opera, le foto diventano foto dell’anima.
Credo che il segreto dell’abilità comunicativa della fotografa come persona e come artista stia anche in quella sua capacità di accogliere il mondo, di starlo a sentire, senza mai permettere al pregiudizio di sviare l’attenzione, di cancellare il rispetto dovuto agli altri, a chiunque altro.
Il rispetto, nelle immagini di Rosella Centenni, diventa parte di una cifra stilistica.
Respectus nel senso antico del termine : guardare indietro, rimettere a fuoco. Il secondo sguardo mai soddisfatto di un unico punto.
E nel “rispetto” vivono gli “Sguardi” dell’artista, iconografie terse che, come tutto ciò che traspare, fanno vedere altro creando la visione.
Negli occhi dei bambini, dei vecchi, delle donne, l’osservatore è chiamato a cogliere quali altri sguardi nasconda uno sguardo e quali, uno spazio bianco.

Fotografare per Rosella Centanni, è anche una sorta di rinominazione del mondo ; fare uscire dalla dimenticanza alcune sue parti e con passione raggiungere attraverso tutti i sensi l’osservatore, farlo meravigliare e dire “Come? ..c’è anche questo?…”.
E i ritratti che ci vengono incontro, seducenti ed universali ci trascinano nell’ambivalenza dell’umano e ci interrogano sul sostanziale mistero di ogni vita.
Chiusi dentro un’esistenza prevedibile noi attraversiamo così altre esistenze, altri panorami, calzando altre scarpe, annusando altri odori, in un senza tempo.
Lì, davanti ai nostri occhi “Sguardi” respirano come alberi di bosco. Intonse foreste.

Iride Carucci

Foto del reportage

Bambina con collanina scura
La tenerezza dell’obiettivo coglie l’ovale della bambina dove si specchiano, appena cerchiati, occhi scuri e già adulti.
Il sorriso è uno stiramento appena delle piccole labbra. Corti capelli indifesi, a riccioli sparsi, sulla fronte ancora a bauletto.
Un filo leggero di perline scure attorno al collo, vezzo di piccola donna .

Bambino imbronciato
Sguardo nerissimo schiarito dalla luce raccolta come acqua piovana dentro la pupilla.
Sguardo prensile di piccolo uomo che sa già la diffidenza e la corsa scalza.

Bambino con bambolotto
Doppio sguardo : quello diretto, come dice l’artista, che è nella testa del bambolotto e gli occhi opachi del bambino che sfuggono e superano il trofeo che reggono le piccole mani.

Donna con orecchino e vestito buono
Il taglio orizzontale della foto sottolinea lo sguardo in modo particolare.
Gli occhi castani e vellutati come frutti di piante cresciute in sentieri poco battuti.
La femminilità è piena nelle labbra carnose che accennano un sorriso.
Il cerchietto d’oro nel lobo, pegno d’amore, rimanda alla luce appagata dello sguardo e svela il senso dell’abito della festa.

I Fratellini
I due bambini guardano all’interno della casa–tenda; la luce chiara, provenendo da destra è soffusa e nei piccoli implumi impasta d’avorio la pelle fragile delle orecchie che si sfiorano appena nell’abbraccio del nido.
Sguardi quasi azzurrati, ancora intatti.

Ragazzina con canottiera arancio
Sorride lo sguardo azzurro della ragazzina che si avvia a diventare donna e rimanda alla luce chiara del sorriso carnoso nel viso ancora bambino.
Il breve alone delle occhiaie offusca improvviso quello splendore.

La consapevolezza della bellezza
Lo sguardo sovraccaricato da una malizia precoce. Occhi di sirena triste che portano l’oscuro della profondità verde degli abissi.
La riga dell’eyliner è la coda squamosa e umida di un pesce che non riesce a scappare.
La lunga ciocca di capelli neri accompagna la seduzione delle labbra rosa dipinte col rossetto.
Al centro delle arcate sopraccigliari, fresche di specchio, un segno, un’appartenenza ...una servitù, forse…
Occhiaie pesano sul volto ancora rotondo che sarebbe dovuto essere leggero.

Bambina con occhi azzurri
La luce calda di un primo pomeriggio estivo colpisce i capelli arruffati e li sgrana.
Lei è piccola, molto piccola con il peso di una collana da adulta.
Adulto è anche il suo sguardo di un azzurro di gelo e diffidenza sul visino morbido e rotondo.
Una ciocca rapida attraversa la fronte bombata e arriva sottile a tagliare di striscio un po’ di quell’azzurro fermo degli occhi.
Figuretta arcana, della natura, appena sbucata dalla selva come negli antichi miti, già con una conoscenza aspra della vita.

Giovane donna ferma
Lo sguardo dolente e fisso si perde azzurrato in un’inquietudine interna.
Nel volto in ombra una luce chiara esplode sulle labbra sottomesse, sulle prime rughe ai lati della bocca .
La durezza ha già corroso la pelle giovane, portandone via ogni sogno.

Uomo giovane
In piena luce, il giovane uomo gira appena il volto di trequarti verso l’obiettivo. Lo sguardo è spavaldo, intrigante, di chi sa che la pienezza salda della giovinezza, come un’armatura, lo fa vincere e comandare.

Sguardo di donna anziana con fazzoletto
Il fazzoletto annodato sotto il mento incornicia la pelle ruvida del volto.
La bocca è tirata tra i solchi delle rughe.
Lo sguardo senza lucentezza s’è nascosto nella tana sotto i cespugli delle sopracciglia.
La linea del fazzoletto grava sulla fronte in ombra a suggerire un altro buio oltre quello degli occhi sullo sfondo di un cielo troppo azzurro.

Uomo col cappello
In questa istantanea scattata al tramonto la luce rossastra s’incunea nel collo proteso verso l’osservatore.
Lo sguardo è diretto, consapevole.
Un guizzo dell’ultima luce chiara allaga la pupilla.
Il tempo ha scavato il volto, incurvato le sopracciglia scure sopra palpebre instabili, ma non ha divelto la dignità della quercia che ha radici antiche dovunque vada.

Iride Cristina Carucci

IL SITO DI ROSELLA CENTANNI

ROSELLA CENTANNI.
E’ nata e vive ad Ancona. Ha iniziato ad appassionarsi di fotografia dagli anni ‘ 90. Ha partecipato a corsi sulla progettazione di un lavoro fotografico, la luce, il ritratto, la tecnica del bianconero e workshop sul reportage.
Ha realizzato, oltre a varie iniziative fotografiche, mostre personali tra le quali “ Nello Yemen” (2001), “ Il vivere..” (2003), “Oltre lo schermo e sulla scena” (2004), “Sviluppi in scena” (2005), “Al Passetto un lungo giorno d’estate” (2008), “Suk-ki di fiaba (2009).

La mostra fotografica “Sguardi” di Rosella Centanni è stata inaugurata il 15 febbraio 2011, nella Sala Espositiva De Angelis in via Maggini 84, Ancona, con la presentazione della scrittrice Iride Cristina Carucci. L’esposizione resterà aperta nei giorni feriali fino al 15 marzo 2011.

I 12 ritratti in mostra, a colori, fanno parte di un reportage nei campi rom di Tirana svolto nell’agosto del 2009.

L’artista commenta: “Sono i primi scatti del primo giorno di un caldo pomeriggio estivo. L’approccio con le persone è stato immediato. Gli sguardi mi seguivano, mi interrogavano, in particolare delle donne e dei bambini. Amo da sempre i ritratti, gli scatti ravvicinati, i volti, i dettagli e cerco di cogliere di sorpresa istanti di verità interiore che sfuggono alla messa in posa, luci e ombre di pensieri che attraversano la mente, lontananze, sorrisi, ripiegamenti”.


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