Altritaliani

C’è chi dice no!

mercoledì 26 gennaio 2011 di Veleno

No! Io non ci sto! E’ ingiusto che all’estero si pensi che L’Italia sia una novella Sodoma e Gomorra. E’ vero che ci sono persone senza onore, che non hanno rispetto di se stessi oltre che del paese che rappresentano, che fanno apparire la nostra Italia come un postribolo, peggio una cloaca dove i potenti e i privilegiati vomitano e defecano le loro incontinenze. E’ vero che ci sono ragazze pronte a dare il proprio corpo per inseguire una “bella vita” fatta di vuoto culturale e di tanti pregiati consumi, che ci sono genitori che addirittura le istigano a questi scellerati guadagni, anche per il benessere loro e dei loro congiunti.

Ma in questo paese c’è anche chi dice no. Ci sono anche giornalisti che hanno lasciato la “codina” RAI 1 nel nome del rispetto di se e della libera informazione. Ci sono anche il 45% degli operai della Fiat Mirafiori (senza voler criminalizzare il restante 55%) che hanno avuto il coraggio di rischiare il licenziamento pur di difendere lo statuto dei lavoratori e i diritti conquistati dai loro genitori e nonni prima che da loro stessi. Questo è il paese dove Emma Marcegaglia leader della Confindustria ha avuto il coraggio di dire al “capo” e ai suoi drudi (leggasi Il Giornale e Libero) del governo che se non è capace di governare è meglio che si dimetta.
E’ il paese dove il governatore della Banca d’Italia ha avuto il coraggio di sfidare l’informazione berlusconiana, ricordando che mentre si perde tempo con il “Bunga, bunga”, la crisi peggiore, il paese è tragicamente addormentato e la disoccupazione e il precariato galoppano.
E’ il paese dove ogni giorno milioni di padri e madri combattono con pochi mezzi, per garantire la vita ai propri figli, per farli studiare e dargli un futuro onesto.
Dove migliaia di giovani, spesso più che qualificati, sono costretti in lacrime ad andare via, per cercare all’estero quel lavoro che qui non è più garantito, traditi da chi aveva promesso milioni di posti di lavoro, scuole e formazione (ricordate le tre “i” di Berlusconi? Impresa, internet, inglese) mentre in realtà ci sono solo tagli e devastazione per scuola e università.

Ma è anche il paese degli applausi della gente comune nelle strade di Roma proprio a quei giovani che manifestavano in difesa della cultura e del diritto allo studio.
Questo è il paese dove ogni giorno giovani e meno giovani volontari aiutano, poveri, anziani, persone con gravi disagi. Questa è generosità non quella dei “papponi” di Arcore e Milano 2.

E’ un errore credere che l’Italia sia solo Lele Mora, Silvio Berlusconi, Fabrizio Corona, Nicole Minetti ed Emilio Fede. Quella loro è l’Italia berlusconiana, ampiamente diffusa e reclamizzata dai potenti mezzi mediatici del cavaliere, ma non è l’Italia vera.

E’ Italia invece, quella dei magistrati che sfidano l’arroganza di una classe “politica”, le virgolette sono d’obbligo che sfugge alla legge e ai suoi tutori, che arriva addirittura a minacciare leggi per punirli solo perché osano fare il proprio dovere.
L’Italia vera è quella di tanti coraggiosi che per pochi soldi e mantenere la famiglia, lavorano rischiando la vita su posti di lavoro senza protezioni, sicurezza e precauzioni (quattro morti sul lavoro al giorno, la media più alta d’Europa).

Certo a noi, alle nostre coscienze ipnotizzate e troppo presto rassegnate, ci si chiede uno scatto d’orgoglio, ricordare in quest’anno di festeggiamento che l’Italia ha avuto eroi che per il suo bene hanno dato la vita, e che non si può fare finta di niente e voltare le spalle. Occorre avere il coraggio di guardarsi negli occhi e ricordarci che cosa eravamo. Che l’Italia ha combattuto per la sua unità, che le donne di questo paese hanno lottato per avere pari diritti e dignità degli uomini, che qui si è pulito il disonore delle leggi razziali e del fascismo con la resistenza avendone eroi e martiri.
Chi l’ha fatto lo fece per la propria dignità ed onore ma anche per la dignità e l’onore di questa giovane Italia così tormentata e bisognosa di rispetto.

Veleno

veleno@altritaliani.net


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