Altritaliani
Il francese-napoletano Schifano, scrittore studioso della città partenopea, a proposito della monnezza.

’A monnezza de Roma, di Jean-Noël Schifano*

lunedì 8 novembre 2010

Napoli e il Vesuvio simboli di un sud Italia che dall’Unità ad oggi non ha avuto più pace. Mentre a Pompei crolla la casa dei gladiatori, malgrado le vane promesse di Berlusconi e Bertolaso, l’immondizia, e non solo quella partenopea, cresce.

Cento cinquant’anni dopo, per festeggiare l’infame degradazione che la pretesa Unità d’Italia ha voluto infliggere al Sud e alla città capitale, Napoli, per mortificare di più la civiltà napoletana, e inselvatichire di più la tanto infelice, da cento cinquant’anni, Campania Felix, ecco che l’Italia bunga bunga dell’Escort Cavaliere Caesar di Cascabello vuole avvelenare le falde del Vesuvio - dopo gli italici avvelenamenti delle campagne tra Caserta, Capua e Castel Volturno - questo ground zero della Storia contemporanea dell’attuale Brutto Paese.

Se, come l’ha dichiarato il braccio guerriero dell’Escort Cavaliere Caesar di Cascabello, "l’eruzione del Vesuvio non sarebbe une tragedia", con tutto il disprezzo del bravo leghista e la suprema inciviltà di capo della cosidetta protezione civile armata contro i civili, si capisce allora che questa gente, tanta povera prima dei suoi misfatti e crimini storici, che ha storicamente rubato durante cento cinquant’anni quasi tutte le ricchezze del Sud, vuole andare oltre, e neronizzare Napoli sotto la monnezza, la Campania tutta e tutto il Sud.

Discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio ©Eric Valmir

Napoli e il Sud non hanno ancora trovato il tempo di civilizzare il Nord Italia. Tutto il Nord terrone, attualmente arcoriano e bungabunghista, ha solo sfruttato selvaggiamente il sud di Roma - Roma capitale dello stato di un paese straniero nato con Mussolini nel 1929, il Vaticano e che, tanto per dirne una che ognuno puo verificare, porta il "reato di emigrazione" nella sua costituzione - ha solo sfruttato in particolare Napoli odiata - anche quando i rubicondi rubacuori cantanti fanno finta di amarla - odiata per la sua tremillenaria intelligenza e ribellione, per la sua civiltà greco-spagnola, selvagiamente sfruttato Napoli e il Sud, dalle banche alle costruzioni navali, dalle ferrovie alle opere d’arti.

Tutto è stato falsato e maledetto con questa falsa e maldetta Unità, e di ciò soffre la pretesa Italia unita di oggi. Napoli la zona vesuviana, e Terzigno e il Museo all’aperto, unico al mondo, sul Vesuvio, creato con la lava stessa del vulcano, e tutti i comuni vesuviani sono aggrediti dall’armata privata della Protezione civile. Come se fosse rinato il generale Bixio che volesse "abbrucciare vivi" i nuovi "briganti", contadini e operai e studenti e professioni liberali e artigiani, del XXI secolo.

L’Aquila è diventata tomba per tanti infelici morti vivi.

La nostra città capitale Napoli con i comuni vesuviani è tormentata oggi, come raramente lo è stato, e, straziata e straziante, resiste e resisterà con tutte le sue forze. Tutte. In tremila anni ne ha visto di questi "protettori" con spade o manganelli...

©Eric Valmir

Conosco bene il popolo che mi ha adottato, conosco bene la Nazione napoletana : mai si farà seppellire sotto ’a monnezza di Roma. E meno ancora sotto ’a monnezza di Milano.

Jean-Noël Schifano
*Civis Neapolitanus

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Pubblicato in partenariato con il portale napoletano Ilmondodisuk
http://www.ilmondodisuk.com/racconto.asp


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