Siamo laici al punto giusto

La nostra amica Barbara, che la sa lunga, ci ha guardati e poi ha detto: “Il prossimo tema del mese sarà: Frontiere”. Il nome evoca suggestive e creative soluzioni. Tutti siamo stati contenti.

Così sarà. Dal 1° aprile (e non è un pesce d’aprile) sul nostro sito si parlerà di….”Frontiere”.
Ora però, mi debbo preparare. Mi lambicco il cervello cercando un argomento utile.

Mi sovviene di una professoressa francese che a me, che sostenevo che gli italiani erano fieri della loro Costituzione, rispose che i francesi erano fieri della loro laicità. Mi scappò un: “Beati voi!” Qual è oggi la frontiera tra i “laici” e “cattolici” in Italia? Nominalmente tutti i partiti italiani sono di “scuola laica”, cioè rifiutano ogni influenza dell’autorità ecclesiastica e ogni dipendenza da principi o confessioni religiose. Ne consegue che il nostro stesso Stato è laico; e quindi non è disponibile a subire le pressioni della Chiesa. Il che non vuol dire che singolarmente i cittadini non possano ispirarsi al credo di una fede, quale, ad esempio, quella cattolica, ma questo diritto soggettivo non deve ledere il diritto oggettivo di tutti ad avere, come si è scelto in Italia da sempre, un organizzazione politica e giuridica dello Stato improntata alla laicità e alla modernità.

A vedere le sistematiche ingerenze della Chiesa nella politica italiana si dovrebbe per coerenza cancellare la parola Italia dalla penisola e sostituirla con la dicitura: “Stato Vaticano”.
Trovo insopportabile l’ipocrisia con cui alcuni politici sostengono che in Italia c’è la libertà di pensiero e che questo diritto vale anche per i preti.
Insopportabile.

Non stiamo parlando di curati di campagna che dicono la loro in qualche omelia domenicale, ma di Vescovi se non del Papa stesso che sistematicamente mettono becco sulle leggi italiane. No! alla procreazione assistita, ad esempio, no! ai matrimoni gay, no! all’eutanasia, ni! (si e no) all’accanimento terapeutico e quant’altro (ricordiamoci del caso Englaro, per piacere).
Ipocrisia disgustosa, figlia dei disvalori di questa “malapolitica” orfana d’ideologie e di etica.

Quando parla un Vescovo, parla un ministro di dio. Quando parla il Papa, parla un capo di Stato che ha milioni di fedeli nel mondo. La sua voce ha influenza, lo dimostra lo scarso senso di laicità di gran parte dei politici italiani, che sgomitano davanti alle televisioni per dire che loro sono per la vita e la famiglia cristiana (purché italiana, bianca di carnagione e non gay. Guai se la famiglia che ha bisogno di aiuto ed assistenza sociale e medica è d’immigrati, magari di colore è gay).

Accettare questo è come se si accettasse che il Capo di un grande ed influente Stato intervenisse sulle nostre leggi, sull’esecuzione delle stesse, sulle politiche da adottare per il bene del Paese. Insopportabile.
La Chiesa da sempre penetra nella politica italiana, ne viola la frontiera. Oggi entra anche ufficialmente nelle campagne elettorali e referendarie, “consiglia” quando votare e non votare e per chi votare. Per questa chiesa non vale il principio di “dare a dio quel che è di dio e a Cesare quel che è di Cesare”. Ecco perché sarebbe già un tassello importante, per la creazione di una nuova ideologia riformista e democratica, se quel principio fosse tenuto saldo, anche a costo di non compiacere a qualche curato di campagna. Ecco una frontiera che va difesa con forza.

Avremmo sperato in un Papa che si rivolgesse al mondo intero, alle anime di tutti, senza guardare al paese di provenienza, che portasse il conforto della parola di dio, che ponesse domande e risposte su temi universali, ed invece ci capita il “solito” mediocre politico che mette becco anche sulle cose più infime della società italiana. Un Papa che non trova di meglio che scomunicare la mamma di una bambina brasiliana che ha abortito, su consiglio medico, per essere stata messa incinta dopo una violenza carnale operata dal compagno della stessa madre; o che per riabilitare quattro “gatti”, incluso il Vescovo Williamson, fondamentalisti che negano finanche l’olocausto, arriva ad interrompere quel dialogo interreligioso frutto di anni d’impegno dei suoi predecessori.

Pensate, uno così l’hanno preso addirittura dalla Germania, la cui conferenza episcopale ha scritto pagine dolcissime sulla frontiera tra la vita e la morte, potevano risparmiarselo. Uno così potevano cercarlo in Italia. Abbiamo tanti prodotti locali di uguale valore e dimensione.

VELENO

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