Altritaliani

Se gli italiani premiano il razzismo.

martedì 23 gennaio 2018 di Veleno

Tra poco ci sarà il Giorno della Memoria, dedicato al ricordo della Shoa. E quest’anno coincide con gli ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali che Mussolini impose con l’ausilio della monarchia italiana.

Qualche giorno fa il candidato della destra italiana (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) alla presidenza della regione Lombardia, Fontana, denunciava i pericoli per la “razza bianca” a seguito dell’arrivo di immigrati nel nostro paese.

Le vergognose affermazioni suscitavano un sussulto sulla stampa e i media nostrani e reprimende contro Fontana da parte di tutti i soggetti politici, e non solo. Finanche la Conferenza episcopale italiana ha tacciato come gravissima l’affermazione del candidato, già sindaco di Varese, e la comunità scientifica ha sentito il bisogno di ricordare che quella nostra è la razza umana e che non esistono ulteriori distinzioni dovute al colore della pelle, un dato ormai inconfutabile che la comunità ha voluto ricordare al poco avveduto candidato alla presidenza della Lombardia.

Finanche la Lega era intervenuta ricordando che quello di Fontana era stato uno spiacevole lapsus e che in realtà lo stesso voleva sottolineare i rischi per la “nostra” cultura con il sopravanzare di migranti provenienti da altre realtà culturali. Lo stesso Fontana si scusava, ma poi…? poi ci sono stati i nuovi sondaggi successivi alla orrenda esternazione.

Ci si sarebbe aspettati, che la parte sana degli elettori di destra, quelli convintamente liberali, amanti del buon nome della patria, legata ai “sani valori” della famiglia, avrebbero penalizzato l’incauto Fontana, macché! I sondaggi l’hanno premiato.

Un’esternazione ignorante, antiscientifica, contraria agli stessi valori di riferimento (cattolici) di quell’area, un’affermazione lesiva e offensiva, proprio in questi giorni dedicati alla memoria della Shoa, è stata premiata da una buona parte degli italiani, che hanno portato ad un aumento di consensi nei sondaggi a quel candidato.

Eppure, tutto questo mi meraviglia fino a un certo punto.

Esiste una Italia che non crede nei vaccini, che dubita di realtà scientifiche confermate da anni e anni di ricerca, esiste un paese che nega la realtà di fatti confermati da autorevoli fonti statistiche e che arriva a negare l’evidenza di dati matematici, che non crede nemmeno alla realtà dei numeri che ideologie non hanno.

Esiste un paese che è sordo, chiuso nel suo cupo rancore, che è abituato a chiedere allo Stato e che non si sente mai responsabile di nulla, neanche dei propri fallimenti, si tratta di un popolo che è quello del “Tanto peggio tanto meglio 2.0”. Un paese lamentoso che chiede cambiamenti, ma che non vuole cambiare niente, che si carica di odio verso i governanti a prescindere, che insegue chimere e promesse elettorali impossibili, che è incapace di guardare nel bene e nel male la realtà dei fatti.

Un paese miserevole che odia il prossimo, specie se straniero, di colore o “peggio” rom, che detesta e guarda con sospetto alla bellezza, abituato solo ai propri meschini interessi, che vuole favori anche con metodi dubbi, ma che si dichiara contro il favoritismo, che denuncia gli abusi subiti, salvo poi abusare se è possibile. Un’Italia cialtrona, avida, furba, rancorosa, meschina, che cova dentro sentimenti terribili come il razzismo, che nello spirito è rimasta quella di: “Quando c’era lui, caro lei”, un paese che è pronto a chiudere un occhio sui neo-fascisti, se poi ci fanno la spesa e portano i farmaci ai nostri vecchi (vedasi Casa Pound ad Ostia).

Ad una Italia cosi è comunque consentito votare e la nostra democrazia rischia di essere inquinata da un voto che non ha nulla dello spirito democratico, di partecipazione, di aspirazione a rendere il Paese ancora migliore, che punta solo a colpire il “nemico”. Temo un voto che è contro qualcosa o qualcuno e che non è a favore di qualcuno e di qualcosa.

Non mi stanchero’ mai di dirlo: La democrazia è difficile. Richiede senso della società, dell’appartenenza, voglia di migliorare, di mettere da parte i propri personali interessi, nel nome di un interesse più generale. Richiede, cultura, responsabilità, rispetto delle regole di civiltà.

Il buongiorno si vede dal mattino. Buonasera a tutti!

Veleno


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