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Themi e idee

Donne e uomini: La distinzione delle libertà.

giovedì 18 gennaio 2018 di Emanuela De Siati

Provate a vivere da donne, per qualche anno, fate questa esperienza fisica, sperimentate, l’esperienza sarà chiarificatrice. Allo stesso modo noi donne dovremmo letteralmente metterci nei panni dei maschi per qualche tempo, per capire quello che ci è stato tolto finora.

Nel 1992 Mia Martini cantava la pazienza delle donne ne “Gli uomini non cambiano”. Avevo 12 anni e quel testo mi entrò dentro con una forza opprimente, una tristezza che poi capii col tempo.
Penso che oggi quel tipo di pazienza sia finita, al macero, spero una volta per tutte. Si trattava di una pazienza che sapeva di arresa, di costrizione a una vita non propria solo perché si era nate donne.

Leggo incredula la presa di posizione di Catherine Deneuve che mi sa dello stesso non sense di quelli che protestano per i non diritti altrui. In questo caso le vittime manifestano in difesa dei loro carnefici. Non mi interessa convincere della logica e della necessità del femminismo oggi, bisogna leggere in prima persona, informarsi minuziosamente, studiare, raccogliere documenti; le opinioni personali probabilmente annebbiate da vecchie credenze devono cedere il passo a una nuova ragione. È ora di fare questo salto con fiducia. È il momento di attrezzarsi di idee nuove e di deporre sul comodino quelle che reputiamo siano certezze.

Ho guardato migliaia di volte il viso di mia madre mentre scontenta rassettava la casa, ho pregato tante volte mia nonna di sedersi un poco a tavola con me, mentre andava avanti e indietro per ’servirmi’ pranzo e cena perché così le avevano insegnato di fare. Me lo sono sempre chiesta da piccola perché le donne dovessero sparecchiare e gli uomini no, perché mi richiedessero di sedermi composta ed essere carina mentre i maschi avrebbero potuto essere anche rivoltanti, perché si aspettassero da me una predilezione per le Barbie anziché le pistole. Perché il mondo era mio solo in assenza di un uomo, che quando solcava la porta di casa portava solo irrequietezza per il clima autoritario che si veniva a creare?

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Man for a day and woman for a day, un documentario di Diane Torr

Si tratta di eliminare dal nostro vocabolario parole che non hanno più un’accezione di valore.
Può un delitto, essere d’onore? Oggi per la legge italiana ha perso quella positiva. I modi di dire, i proverbi, la nostra tradizione è piena di parole negative dedicate alla donna, parole da sempre sentite da bambini che oggi sono adulti, che non hanno la percezione di cosa è violento e cosa no, rispettoso o no.
Può un bacio essere rubato? Una palpata ai seni rubata? Al sedere? Una stretta? Una qualsiasi costrizione? Davvero ritenete sensuale costringere con la prepotenza a un contatto fisico una persona? Davvero non siete in grado di chiedere? O di capire se chi vi sta di fronte sia consenziente o meno?
È esilarante venire tacciate di moralismo e puritanesimo, perché è vero l’esatto contrario. Io voglio vivere la mia libertà sessuale, mentre voi spacciate per libertà il vostro egoismo e la prepotenza di portare il mondo ai vostri piedi.

Cari maschi, il mondo è stato sempre vostro, lo è ancora per la maggior parte, lo è quando in una strada buia tra una donna e un uomo non c’è partita a forza fisica, per questo il vostro compito sarebbe solo e soltanto quello di chiedere, di non prevaricare mai. Non capite ancora di cosa sto parlando?

Provate a vivere da donne, per qualche anno, fate questa esperienza fisica, sperimentate, l’esperienza sarà chiarificatrice. Allo stesso modo noi donne dovremmo letteralmente metterci nei panni dei maschi per qualche tempo, per capire quello che ci è stato tolto finora.

Un illuminante documentario della regista Diane Torr, Man for a day and woman for a day, racconta di un esperimento sociale dove alcune donne vivono nella società travestite da maschi. Nessuno sospetta di loro, a poco a poco prendono confidenza con la nuova fisicità e il ruolo che ricoprono. Cosa vuol dire essere maschi? La regista raccomanda a queste donne di non sorridere sempre, i sorrisi di circostanza e gentilezza li fanno le donne, i maschi ridono solo quando ne hanno voglia. Una di loro dice: "Sono stata colpita dalla calma che ho vissuto, da quando sono un uomo". Un uomo non si scansa per strada per far passare qualcuno altro, la regista consiglia: "Camminate come se ogni centimetro calpestato dai vostri piedi fosse di vostra proprietà".
Oggi sarebbe utile per gli uomini l’esperimento contrario: vivere da donne.

La psicologia oggi parla di una caratteristica caratteriale che rende la vita di ogni persona soddisfacente: l’assertività. Essa è la capacità di individuare chiaramente le nostre necessità individuali, i nostri bisogni, desideri, e saper dire di no senza nessun senso di colpa, ma grazie a una sufficiente fiducia in se stessi e a un’indipedenza personale. Non si tratta di scadere nell’egoismo, si tratta di affermare se stessi come individui in una maniera sana, avendo chiaro il rispetto per sé.
Alcuni traumi infantili però rendono ad alcune persone impossibile questo tipo di comportamento salutare, anche solo per essere stati trascurati costantemente dai propri genitori. Il rischio e il risultato è di adottare comportamenti passivi e aggressivi vivendo un poco come dei fantasmi per gli altri. Si dice sì ad ogni richiesta, oppure si dice di no arrabbiati e nevrotici. Difficile non pensare alla psicologia femminile, leggendo queste definizioni. A livello sociale, la donna ha potuto essere mai assertiva? Quando alle vittime di violenza, molestie, si chiede il perché non sia stato detto un ’no’, si dovrebbe fare riferimento anche al quadro ambientale abusivo dove si è svolta la storia delle donne.

Non posso accettare che chi mi cammina affianco, che chi lavora nella mia stessa stanza, o un estraneo si creda inconsapevolmente padrone di una parte di me. Il guanto bianco pronto a schiaffeggiare un corteggiatore maldestro lo lascio a una vecchia generazione di donne sospese tra le prigioni che avevano dentro e la libertà ancora da conquistare.

Emanuela De Siati


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