Altritaliani

Il Cinema italiano alla 74a Mostra di Venezia

lunedì 11 settembre 2017 di Armando Lostaglio

Molti film italiani quest’anno alla 74esima edizione della Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, molti esordi interessanti e tanto cinema napoletano, a riprova di un certo predominio culturale nel paese che si registra un po’ in tutte le arti. Piccolo viaggio, con il nostro Armando Lostaglio, nei film nostrani presentati e che a breve vedremo nella sale cinematografiche magari non solo italiane.

Lido di Venezia. E’ stata folta e nutrita la presenza del cinema italiano a questa 74a Mostra. L’apprezzamento va alla scelta delle opere inserite nelle varie sezioni: 4 in concorso e molte altre in altre sezioni come Orizzonti (giuria presieduta da Gianni Amelio) dove è stato premiato proprio il bel film di Susanna Nicchiarelli, “Nico, 1988”, un biopic sugli ultimi anni di vita della “sacerdotessa delle tenebre”, la cantante tedesca Christa Paffgen, musa di Andy Warhol.

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Foto originale della cantante Nico dei Velvet Underground, interpretata nel film di Susanna Nicchiarelli da Trine Dyrholm

Per le Giornate degli Autori va segnalato di certo l’atteso film di Valentina PediciniDove cadono le ombre”, nel quale si evidenzia una pagina oscura della storia Europea del secolo scorso: la sistematica eliminazione della comunità zingara di etnia Jenish in Svizzera perpetrata per oltre cinquant’anni: necessari gli intenti del film ma poco efficace sotto l’aspetto narrativo e stilistico.

Sempre in questa sezione si segnala il cortometraggio di esordio diretto da Claudio Santamaria dal titolo “The Millionairs”. Lo stesso attore fa parte del cast del film “Brutti e cattivi” diretto da Cosimo Gomez (in Orizzonti): un film pulp in salsa romanesca.
Ancora in questa sezione ha riscontrato un buon successo il film del salentino Edoardo Winspeare dal titolo “La vita in comune”, recitato in dialetto da , attori nonprofessionisti: poco riuscito, eppure questo autore aveva fatto molto di meglio in passato e anche a Venezia (ricordiamo “Il miracolo” di una quindicina di anni fa in concorso).

Ha impressionato il film di Bruno OlivieroNato a Casal di Principe” dove si mette in luce il disagio di quei luoghi camorristici e la volontà mai sopita di volersi riscattare. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il film “Veleno” di Diego Olivares, inserito nella Settimana della Critica.

Fra le proiezioni speciali ha avuto un buon seguito di critica il film di D’AlessandroBarbiana ‘65 la lezione di Don Milani”.
Fuori concorso ha avuto buoni esiti il film di Silvio SoldiniIl colore nascosto delle cose (Emma)” sull’amore fra un affermato professionista pubblicitario, Adriano Giannini, ed una terapeuta cieca ben interpretata da Valeria Golino.
E’ stato gradito il ritorno a Venezia del sardo Salvatore Mereu con il corto “Futuro prossimo”.

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Donald Sutherland insieme ad Helen Mirren nel film di Virzi

Veniamo ai film in concorso dei quali certamente quello di Paolo Virzì era maggiormente atteso: “The Leisure seeker”; il regista livornese ha diretto splendidamente due grandi interpreti non più giovanissimi come Donald Sutherland insieme ad Helen Mirren in viaggio sulle strade americane, alla ricerca di una fine vita che non fosse dolorosa per nessuno, né per loro né tantomeno per i figli. Il film meritava maggiore attenzione da parte della giuria presieduta dall’attrice americana Annette Bening. La Mirren, in conferenza stampa, rispondendo alle nostre domande, ha molto esaltato il cinema italiano e anche Tinto Brass che la volle in “Caligola” nel lontano 1979.

Ha avuto miglior fortuna dal verdetto della giuria il film di Andrea Pallaoro (al suo secondo lungometraggio) dal titolo “Hannah” che ha premiato quale miglior interprete della mostra la grande Charlotte Rampling. Un’attrice il cui viso parla da sé, sebbene in questo film sia scarsamente sostenuto da una sceneggiatura al quanto scarna e talvolta incomprensibile.

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Charlotte Rampling è Hannah

L’attrice ha ringraziato tutto il cinema italiano che in questi decenni l’ha vista interprete diretta da grandi autori: da Liliana Cavani a Luchino Visconti, da Montaldo a Patroni Griffi non trascurando Celentano di “Yuppi du” in concorso quell’anno a Venezia, siamo sempre negli anni ‘70.

Ancora in concorso troviamo quest’anno “Ammore e malavita” di Manetti Bros, che ha suscitato simpatie per l’originalità in chiave da sceneggiata di un tema tragicamente duro messo in luce da “Gomorra” e similari.

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Ammore e malavita dei Manetti Bros.

Per chiudere con i film in concorso, per la cronaca, “Una famiglia” del catanese Sebastiano Riso, nel quale tratta delle tragedie legate alla vendita di neonati. La coppia è composta da Patrick Bruel e Micaela Ramazzotti, fortemente “impegnati” nel rendere credibili i rispettivi ruoli.

Avrebbe invece meritato il concorso il film di animazione diretto a più mani da Rak, Cappiello, Guarnieri e Sansone, “La gatta Cenerentola” tratto dalla fiaba classica di Gianbattista Basile, e portata in teatro negli anni ’70 dalla Nuova compagnia di canto popolare, su scrittura di Robero De Simone.

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La gatta Cenerentola

Sempre su Napoli sono il dramma e la spiritualità di un sacerdote gli elementi base vibranti nella angosciosa realtà della cosiddetta Terra dei fuochi nel film di Vincenzo MarraL’equilibrio”.

Tanto cinema di casa nostra, dunque, che tuttavia non regge spesso il confronto con le altre cinematografie. Ma i Classici del nostro Cinema proiettati dal restauro – da “Deserto rosso” di Michelangelo Antonioni a “Novecento” di Bertolucci, a “La donna scimmia” di Marco Ferreri e a “La lunga strada del ritorno” di Alessandro Blasetti (con testi del poeta Alfonso Gatto) hanno confermato alla 74 Mostra lo splendore di cui gode nel mondo il grande Cinema italiano.

Armando Lostaglio


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