Altritaliani
Mostra del Cinema di Venezia.

Venezia 74 Uno sguardo ai film in e fuori concorso.

mercoledì 30 agosto 2017 di Andrea Curcione

Il nostro Andrea Curcione ci presenta i film più attesi della settantaquattresima mostra del cinema che ha aperto il 29 agosto. Molte le opere italiane e molti i ritorni di cineasti particolarmente amati dal pubblico di cinefili e dalla critica sempre attenta ed esigente. Insomma, tutto per saperne di più.

Con i controlli di sicurezza molto rafforzati per via del pericolo attentati, la cittadella del cinema del Lido sta per aprire i battenti. Venezia.74 avrà una pre-apertura la sera del 29 agosto in sala Darsena al Lido, per tutto il pubblico appassionato di cinema, con il film di Ernst Lubitsch “Rosita”, capolavoro muto del 1923, musicato dal vivo dalla Mitteleuropa Orchestra del Friuli-Venezia Giulia, e la direzione della musicologa Gillian Anderson. Un lavoro di ricostruzione filmografica per un’opera del Maestro tedesco di origini ebraiche (Berlino 1982 – Los Angeles 1947) che rischiava di andare perduta.

Il regista di importanti pellicole tedesche dell’epoca (Madame du Barry, Anna Bolena) venne chiamato a Hollywood dall’attrice Mary Pickford (all’epoca anche produttrice con la sua “Mary Pickford Company”) perché voleva essere diretta in un suo film. Il copione era quello di “Rosita”, una commedia romantica, sulle corde di Lubitsch. In breve, la storia era ambientata in una Spagna idealizzata, dove un re lascivo (l’attore Holbrook Blinn) era attratto da una provocante cantante di strada, Rosita (Mary Pickford). Quest’ ultima però era innamorata di un’avvenente gentiluomo (George Walsh, fratello del celebre regista Raul Walsh) che l’aveva protetta dalle guardie del re il quale, per vendicarsi, lo aveva imprigionato in una cella delle sue segrete.

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Rosita di Ernst Lubitsch

Alla sua prima uscita il film fu un grande successo di incassi e di critica. Ma negli anni successivi Pickford lo ostacolò per ragioni che ancora rimangono misteriose, e permise che il film venisse distrutto. Tuttavia, per ragioni inspiegabili, fece comunque preservare una copia del quarto rullo. Il film scomparve dalla circolazione finché negli anni Sessanta una copia in nitrato fu scoperta negli archivi russi e rimpatriata per opera del Museum of Modern Art; da questa fu realizzato un negativo di sicurezza.

A causa degli elevati costi e dalla difficoltà di ricreare le didascalie in inglese non venne fatto nessun altro lavoro. Fortunatamente una copia di tutto lo script, che includeva anche le didascalie, era sopravvissuta nella collezione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Usando come modello i titoli del quarto rullo preservato da Pickford, vennero realizzate nuove didascalie che ricalcavano quelle originali. Lavorando con questi nuovi materiali, il MoMA ha ricreato questa pellicola leggendaria, ma severamente danneggiata, nella forma più vicina possibile alla prima edizione. La musicologa Gillian Anderson ha ricostruito la partitura originale del film operando sugli spartiti recuperati alla Biblioteca del Congresso di Washington. “Rosita” sarà quindi proiettata in anteprima mondiale in una nuova copia digitale restaurata in 4K a cura del Museum of Modern Art (MoMA) di New York, con il supporto di The Film Foundation.

Venezia.74 avrà una piccola innovazione: sarà l’attore Alessandro Borghi a condurre la cerimonia di apertura il 30 agosto e di chiusura il 9 settembre della Mostra. Borghi, romano, trentunenne, dalle prime interpretazioni televisive si è fatto poi notare al cinema nella pellicola di Claudio Caligari “Non essere cattivo”, presentato due anni fa al Lido e poi selezionato come miglior film straniero agli Oscar 2016. In seguito ha lavorato in “Suburra” di Stefano Sollima Nel 2016 grazie alle sue interpretazioni nei film di Sollima e di Caligari otterrà due nomination ai David di Donatello. Ancora nel 2016, vince il Nastro d’Argento come attore rivelazione.

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Alessandro Borghi per la cerimonia d’apertura

A Venezia.73 sarà nell’opera prima di Michele Vannucci dal titolo “Il più grande sogno”, e nel cortometraggio “Ningyo2” diretto da Gabriele Mainetti. Quest’anno Alessandro Borghi è stato scelto per rappresentare l’Italia agli “Shooting Stars” del Festival di Berlino, prestigioso riconoscimento nonché trampolino di lancio nel mercato cinematografico internazionale. Tra i suoi ultimi progetti c’è anche “Fortunata”, l’ultimo film di Sergio Castellitto presentato alla 70. edizione del Festival di Cannes. Da poco ha terminato le riprese di “Suburra-la serie”, prima produzione italiana per Netflix, e attualmente è sul set del nuovo film di Ferzan Ozpetek, dal titolo “Napoli Velata”.

Film di apertura sarà in anteprima assoluta “Downsizing” del regista statunitense Alexander Payne, (“Sideways – In viaggio con Jack”, “Paradiso amaro”, “Nebraska”) le cui pellicole sono caratterizzate da un graffiante senso di humour, e prendono di mira, in modo satirico, vizi e virtù della società americana contemporanea. Nel film Matt Damon è un uomo che accetta di farsi rimpicciolire per condurre una vita più agiata, dal momento che quando si è più piccoli i bisogni diminuiscono e le risorse si ingigantiscono, e così si riducono la sovrappopolazione e l’inquinamento. Nel cast vi sono anche Christoph Waltz, Alec Baldwin e Laura Dern.

Tra i titoli in Concorso invece segnaliamo “Mother!” (Usa), di Darren Aronosky (“The Fountain – L’albero della vita”, “The Wrestler”, “Il cigno nero”, “Noah”) un thriller dai toni inquietanti. Protagonista una coppia la cui vita relativamente tranquilla si complica all’arrivo di un nuovo ospite. Gli attori principali sono Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Ed Harris e Kristen Wiig. Ritorna anche George Clooney, di casa a Venezia, in veste di regista di “Suburbicon” (Usa), con Matt Damon ancora protagonista nei panni di un marito e padre modello che nel 1959, nella quieta e ordinata cittadina di Suburbicon rimarrà coinvolto in una spirale di violenza e inganno che metterà in luce l’ipocrisia e il finto perbenismo dei suoi abitanti. Nel cast anche Julianne Moore, Noah Jupe, Oscar Isaac. Invece il regista messicano Guillermo Del Toro (“Mimic”, “Il labirinto del fauno”, Hellboy”, “Pacific Rim”, “Crimson Peak”) prosegue nel racconto del suo cinema visionario presentando “The Shape of Water” (Usa), pellicola fantastica scritta insieme a Vanessa Taylor (Game of Thrones) e ambientata negli Stati Uniti del 1963, in piena Guerra Fredda. In un laboratorio segreto, un’impiegata sordomuta (Sally Hawkins) scoprirà che una strana creatura anfibia vi è tenuta relegata in una vasca e, incuriosita, cercherà di avvicinarla. Nel cast vi sono anche Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Octavia Spencer e Michael Stuhlbarg.

Altro film di punta sarà “Three Billboards outside Ebbing, Missouri” (GB) di Martin McDonagh (“In Bruges”, “7 psicopatici”) interpretato da Frances McDormand nel ruolo di Mildred Haynes una donna forte, determinata che dopo mesi di indagini inconcludenti della polizia di Ebbing sulla morte della figlia, nel più totale clima di disinteresse pubblico deciderà di comprare tre spazi pubblicitari sui dei cartelloni (“billboard”) poco fuori la città per incolpare le forze locali di noncuranza, iniziando una battaglia personale con loro e alcuni abitati del posto. Un dramma potente e ironico nello stile di McDonagh. Nel cast anche Woody Harrelson, Sam Rockwell, Peter Dinklage, Abbie Cornish e Lucas Hedges. Sempre di produzione inglese è “Lean On Pete” (GB) di Andrew Haigh (“Weekend”, “45 anni”). La trasposizione cinematografica del romanzo di Willy Vlautin nel quale un giovane (Charlie Plummer) in compagnia del cavallo da corsa rubato Lean on Pete, intraprende un lungo viaggio alla ricerca della zia, che non vede da tempo, e di una nuova casa. Nel cast anche Steve Buscemi e l’attrice Chloë Sevigny.

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Downsizing di A. Payne è il film d’apertura.

Ritorna a Venezia anche il regista e sceneggiatore Paul Schrader (“American Gigolò”, “Il bacio della pantera”, “Mishima”, “Affliciton”). Mentre nei cinema è presente la sua penultima pellicola “Can mangia cane” con Nicolas Cage e William Dafoe, al Lido è in competizione con “First reformed” (Usa), un thriller drammatico interpretato da Amanda Seyfried e Ethan Hawke. Un ex cappellano militare è devastato dalla morte di suo figlio. La sua storia s’incrocia con quella di una donna che frequenta la sua chiesa quando il marito, un ambientalista radicale, si suicida.

Di rilevante importanza sarà il documentario realizzato dall’artista cinese Ai Weiwei (Pechino, 1957) “Human Flow” (Germ.) 140 minuti di riprese effettuate in 23 luoghi della Terra dove si racconta la disperazione dei migranti in Paesi come in Giordania, Turchia, Palestina, Pakistan e poi in Bangladesh per arrivare fino al Messico. Dai viaggi della speranza ai campi profughi, al dolore, la sopravvivenza o la morte. Ai Weiwei, artista dissidente, arrestato in Cina, che ha conosciuto il carcere, ora vive in Germania nella condizione di rifugiato. Sulla sua pelle il dolore e l’amarezza di non poter vivere ed esprimersi nella propria terra.

Le pellicole francesi sono due: “La Villa” del regista e sceneggiatore Robert Guédiguian (“Marius e Jeannette”, “À l’attaque!”, “La ville est tranquille”, “Le passeggiate al Campo di Marte”). La storia si svolge ai giorni nostri in una piccola baia vicino a Marsiglia dove si trova la bellissima villa di un uomo anziano che sta vivendo i suoi ultimi giorni di vita. I suoi tre figli decidono di riunirsi intorno a lui: Angela (un’attrice che vive a Parigi), Joseph (che si è appena innamorato di una ragazza giovanissima) e Armand (l’unico che si sta occupando del ristorante di famiglia). L’arrivo di un gruppo di persone in barca metterà in subbuglio il loro equilibrio. Con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin. E ancora, “Jusq’ua la garde” dell’attore Xavier Legrand, che presenta al Lido la sua opera prima. Una coppia, i Besson, divorziano. Nel tentativo di proteggere il figlio dal padre violento, Miriam sua madre, ne chiede la custodia esclusiva. La giudice incaricata di decidere non crede alle accuse della donna e accorda una custodia condivisa. Ostaggio dei ricatti e delle minacce dei due genitori, il piccolo Julien dovrà fare il possibile per non far precipitare la situazione.

Anche il regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche (“Tutta colpa di Voltaire”, “La schivata”, “Cous-Cous”, Gran Premio della Giuria a Venezia nel 2007, “Venere nera”, presentato a Venezia nel 2010, “La vita di Adele”, Palma d’Oro a Cannes nel 2013) è presente nella rassegna con il suo ultimo lavoro dal titolo "Mektoub, My Love: Canto Uno”. Con l’idea di realizzarne una trilogia di canti, Kechiche fa un libero adattamento del romanzo “La Blessure, La Vraie” di Antoine Bégaudeau. In questo primo capitolo si snoda il racconto di Amin, un giovane sceneggiatore trasferitosi da poco a Parigi. Durante le vacanze estive, torna nella sua città natale, una località balneare in riva al Mediterraneo. Circondato dai suoi amici d’infanzia, passa il suo tempo tra la spiaggia e i bar. Una sera incontrerà Jasmine, una giovane donna che lo conquista con il suo talento di cantante e con cui spera di vivere una passione "come al cinema". Tra le varie amicizie incontrerà anche un produttore cinematografico. Quest’ultimo gli proporrà di finanziare il suo primo lungometraggio. Tra la sua storia con Jasmine, le avances della moglie del produttore e il suo progetto, Amin si troverà difronte a un bivio...

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La gatta Cenerentola di Rak, Coppiello, Guarnieri e Sansone.

Tra le altre pellicole in Concorso citiamo anche “The insult” di Ziad Doueri (Libano/Francia) dove un dissidio per un banale incidente tra un cristiano libanese e un palestinese arriverà alle estreme conseguenze; “Sandome No Satsujin (The Third Murder)” un thriller del giapponese Kore-Eda Hirokazu. Un importante avvocato deve difendere un uomo accusato di un omicidio avvenuto trent’anni prima. La persona si dichiara colpevole e va incontro alla pena di morte, ma l’avvocato inizia a nutrire dubbi sulla sua confessione. “Foxtrot” di Samuel Maloz (Isra/Germ/Fr/Svizz). Pellicola dai toni drammatici dove una famiglia conflittuale è messa a dura prova dalla notizia che è accaduto qualcosa di terribile nell’isolato posto di guardia dove presta servizio il figlio sotto le armi. “Jia Nian Hua (Angels Wear White)” di Vivian Qu (Cina/Fr).

In una piccola città balneare, due studentesse in un motel sono vittime di una violenta aggressione da parte di un uomo di mezza età. Mia, adolescente che quella notte lavorava alla “reception”, è l’unica testimone della violenza. Per paura di perdere il suo lavoro, non dirà niente. Nel frattempo, Wen, 12 anni, una delle vittime, scoprirà che i suoi guai sono appena iniziati. Mia e Wen dovranno trovare da sole la propria via d’uscita. “Sweet Country” invece è l’opera prima di Warwick Thornton (Australia). Il regista, di origini aborigene, racconta un western ambientato nel Territorio del Nord, in Australia, una frontiera dove lo stesso concetto di giustizia sembra essere messo sotto processo. Nel cast Sam Neill, Bryan Brown. Infine c’è il documentario “Ex Libris – The New York Public Library” di Frederick Wiseman, classe 1930 (Leone d’Oro alla carriera alla 71 Mostra del Cinema di Venezia). Un viaggio di ben 197 minuti dedicato alla biblioteca pubblica della Grande Mela, un ambiente di cultura fondamentale per la coesione sociale dei newyorchesi.

Tra gli Eventi Speciali di Venezia.74 segnaliamo l’atteso ritorno del regista cinese John Woo (“A Better Tomorrow”, “The Killer”, “Face/Off”, Leone d’Oro alla carriera a Venezia.67 del 2010) che presenta Fuori Concorso la pellicola di genere thriller “Zhuibu (Manhunt)” Remake contemporaneo di un classico giapponese del genere, è la storia di un uomo cinese incastrato per omicidio in Giappone. Questi tenterà di riabilitare il suo nome mentre sarà costretto a sfuggire alla caccia della polizia giapponese e agli attacchi di misteriosi killer.

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La Villa di R. Guédiguian

Nel corso della Mostra verrà assegnato al regista inglese Stephen Frears (“Philomena”, “The Queen”, “Le relazioni pericolose”) il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. La consegna del premio avrà luogo domenica 3 settembre prima della proiezione Fuori Concorso del suo nuovo film “Victoria & Abdul”, presentato in anteprima mondiale. La sceneggiatura è firmata dal candidato agli Oscar Lee Hall (“Billy Elliot”) ed è basata sul libro del giornalista Shrabani Basu intitolato “Victoria & Abdul: The True Story of the Queen’s Closest Confidant”. La storia è ambientata alla fine dell’Ottocento, quando il giovane commesso Abdul Karim (l’attore Ali Fazal) si mette in viaggio dall’India per partecipare al Giubileo d’oro dell’anziana Regina Vittoria (l’attrice Judi Dench). Arrivato a Londra, Abdul si ritroverà sorprendentemente nelle grazie della sovrana; i due instaureranno un’improbabile e devota amicizia, mostrando una lealtà reciproca che la famiglia e la cerchia della sovrana cercano di ostruire. Abdul diventerà rapidamente insegnante, consigliere spirituale e amico devoto della Regina.

Tra le pellicole Fuori Concorso troviamo fra gli Eventi Speciali il celebre video clip girato nel 1983 dal regista John Landis per Michael Jackson “Thriller” ora presentato in versione 3D, al quale seguirà un documentario sul “Making of Michael Jackson’s Thriller” di Jerry Kramer. Il cinema francese è presente con “La Mèlodie”, opera prima di Rachid Hami con l’attore Kad Merad (“Giù al Nord”, “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori”). La storia è centrata su Simon (Merad), distinto seppur disilluso violinista che si ritroverà a insegnare suo malgrado in una turbolenta classe-orchestra parigina. Sarà la passione trasmessa ad un suo timido allievo a farlo ricredere sul suo lavoro. “Loving Pablo” (Spagna) di Fernando León De Aranoa. Basato sul romanzo di Virginia Vallejo “Loving Pablo, Hating Escobar”, la pellicola narra l’ascesa del noto trafficante colombiano Pablo Escobar (1949-1993), conosciuto come “Il Re della Cocaina” e considerato il criminale più ricco della storia, con un patrimonio stimato di 30 miliardi di dollari nei primi anni novanta. Ad interpretare Escobar è l’attore Javier Bardem. Nel cast anche Penélope Cruz e Peter Sarsgaard.

“Zama” (Argent/Bras/Spa/Fr/Mex/Usa/Paesi Bassi/Portog.) di Lucrecia Martel. Nel XVIII secolo un ufficiale di nome Don Diego de Zama, nato in Sud America, viene confinato in Paraguay per volere della Corona Spagnola. Zama vive lontano dalla famiglia nell’attesa di ricevere una promozione che non arriva mai. Un giorno si renderà conto di tutto ciò che sta perdendo e nel tentativo di farsi ascoltare deciderà di partire per una missione pericolosa verso terre lontane abitate dagli Indiani.

“Wormwood” (Usa) avvincente miniserie tv prodotta dalla piattaforma Netflix in sei episodi diretta dal regista documentarista Errol Morris (”The Fog of War”) con Peter Sarsgaard, Molly Parker, Christian Camargo, Scott Shepherd, Tim Blake Nelson, Bob Balaban. Nel 1953 lo scienziato dell’esercito americano Frank Olson eminente biologo, che aveva lavorato in un laboratorio dell’esercito dove venivano condotti esperimenti sugli effetti dell’ Lsd usando ignari cittadini come cavie, morì precipitando dal 13° piano di un albergo. Il figlio, non convinto del suicidio, fece di tutto per dimostrare come la morte del padre fu un omicidio organizzato dalla CIA.

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Human Flow di Ai Weiwei.

“Suburra – la serie”, è un’altra miniserie targata Netflix, diretta principalmente da Stefano Sollima (“Romanzo criminale – La serie”, “Gomorra”), ed è ispirata all’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini sugli intrecci tra politica e malavita romana, dal quale nel 2015 è stato tratto anche un film. Della prima stagione saranno presentati i primi due episodi in anteprima mondiale. Nel cast figurano Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara, Eduardo Valdarnini, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Francesco Acquaroli e Adamo Dionisi, mentre tra i registi che dirigeranno gli episodi, vi sono Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi.

Il film belga “Le Fidéle” (Belg., Fr) di Michaël R. Roskam, In una Bruxelles degli anni ’90 lacerata dai conflitti tra violente bande criminali, un gangster e una coraggiosa pilota d’aereo s’innamoreranno. Fieri e leali, i due combatteranno insieme contro il destino avverso. La vita metterà a dura prova la loro unione, ma tenteranno di salvarsi costringendosi a volare insieme. Interpreti principali Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos.

Gli Stati Uniti sono presenti con tre pellicole: “The Private Life of a Modern Woman” (Usa) di James Toback. L’attrice Sienna Miller è Vera Lockman, una donna considerata la migliore attrice del mondo, che conduce una lotta quotidiana per mantenere salda la sua vita personale. Un giorno rifiuterà un importante ruolo da protagonista nel progetto di un regista di Hollywood perché non riesce ad impersonare una donna che deve uccidere un uomo. A questo punto entrerà in gioco l’ex fidanzato di Vera. Nel cast anche Alec Baldwin, Charles Grodin, Colleen Camp, Carl Icahn.

"Browl in Cell Block 99” (Usa) secondo lavoro del regista S. Craig Zahler (dopo il western horror “Bone Tomahawak” del 2015) un film sconsigliato dal direttore Barbera a chi non ama le pellicole violente. Bradley (Vince Vaughn) è un ex pugile che perde il lavoro come meccanico di auto. Anche il suo matrimonio è ormai al capolinea. Ormai senza speranza, deciderà di rimettersi in gioco: lavorerà per un vecchio amico come corriere della droga. All’inizio sembra andare tutto bene fino a quando verrà coinvolto in uno scontro a fuoco tra poliziotti e alcuni trafficanti, suoi stessi spietati alleati. Si ritroverà in carcere, un luogo destinato a trasformarsi presto in un campo di battaglia selvaggia. Nel cast anche Jennifer Carpenter, Don Johnson, Udo Kier.

“Our Souls at Night” (Usa) è un’altra pellicola di produzione Netflix, diretta da Ritesh Batra (“The launchbox”) e interpretata da Jane Fonda e Robert Redford. Il film, basato sull’omonimo romanzo dello scrittore Kent Haruf, è ambientato in una cittadina del Colorado. Racconta l’amicizia tra Addie (Jane Fonda) vedova da poco, che un giorno si presenta a sorpresa dal suo vicino di casa, il vedovo Louis Waters (Robert Redford). Una conoscenza mai approfondita, in tanti anni di convivenza nello stesso quartiere, che porterà sviluppi e poesia. “Our Souls at Night” è il loro quarto film insieme, dopo “La caccia” (1966), “A piedi nudi nel parco” (1967) e Il cavaliere elettrico (1979). Alle “star” Jane Fonda e Robert Redford quest’anno la Biennale e la Mostra del Cinema hanno deciso di assegnare i Leoni d’Oro alla Carriera in una cerimonia che avrà luogo avrà luogo venerdì 1 settembre prima della proiezione dell’ultimo loro film. Sempre in occasione della loro presenza al Lido, tra le Proiezioni Speciali si potrà assistere anche alla pellicola “Il cavaliere elettrico”, dove Robert Redford era stato il produttore, oltre che l’interprete, insieme alla Fonda, del film diretto da Sydney Pollack.

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Wormwood prodotto da Netflix

Elenchiamo quindi le pellicole “Non Fiction” che verranno presentate Fuori Concorso: “Cuba and the Cameramen” (Usa) di Jon Alpert; “My Generation” (GB) di David Batty con Michael Caine che racconta gli anni della sua formazione della “swinging London”; “The Devil and Father Amorth” (Usa) del regista William Friedkin (“Il braccio violento della legge”, “L’esorcista”, “Vivere e morire a Los Angeles”, “Killer Joe”). Si racconta la storia di uno dei pochi esorcisti autorizzati dal Vaticano: Padre Gabriele Amorth (1925-2016). “This is Congo” (Congo) di Daniel Mc Cabe; “Ryuichi Sakamoto: Coda” (Giap/Usa) di Stephen Nomura Schible, Un intimo ritratto del rinomato compositore giapponese Ryuichi Sakamoto (sue le musiche di “Furyo”) permette di fare il punto sulla sua musica, sul suo lavoro nel mondo del cinema e sul suo rapporto con la natura e il mondo. “Jim & Andy: The great beyond – The Story of Jim Carrey & Andy Kaufman with a very special contractually obligated mention of Tony Clifton” (Usa) di Chris Smith. Un ritratto dell’attore comico canadese Jim Carrey (“Ace Ventura”, “Truman Show”) che visse un forte sdoppiamento di personalità quando interpretò per il cinema il comico statunitense Andy Kaufman (1949-1984). Personaggio eccentrico e fuori da ogni schema, re della “stand-up comedy” (la comicità da cabaret) Kaufman era solito spiazzare il pubblico nei modi più diversi, improvvisando liti sul palco o davanti alle telecamere, mischiando finzione e realtà e soprattutto dando vita a un bizzoso alter ego, l’irascibile cantante Tony Clifton. Carrey arrivò ad immedesimarsi in lui girando il film biografico “Man on the Moon” diretto da Miloŝ Forman nel 1999.

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Takeshi Kitano - Outrage Koda film di chiusura della Mostra.

Film di chiusura, il 9 settembre, sarà “Outrage Koda” (Giap) terzo e ultimo capitolo della trilogia di pellicole d’azione incentrate sulla “yakuza”, la mafia giapponese, firmata dal regista e attore giapponese Takeshi Kitano, iniziata con “Outrage” (2010) e seguita da “Outrage Beyond” (2012). Proseguono quindi le vicende di Otomo (lo stesso Kitano), un membro vecchio stile affiliato alla ex potente famiglia criminale dei Sanno-kai. Dopo numerosi sconvolgimenti e un sanguinoso conflitto con il sindacato rivale degli Hannabishi-kai, l’uomo ha preso residenza in Corea del Sud, ma quando l’Hannabishi-kai inizia una torbida guerra nella sua nuova casa, Otomo è costretto a tornare in Giappone per portare avanti la sua personale vendetta.

Sulla carta, questa edizione della Mostra si presenta molto interessante. E non mancheranno i divi e le dive delle pellicole più importanti ad essere protagoniste del “red carpet” del Palazzo del Cinema. Ne riparleremo più avanti.

Andrea Curcione


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