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Origami

"Il calore del passato" di Rossana Liedo

venerdì 14 luglio 2017 di Alessandro Pierfederici

"Nulla succede per caso. Paola entrò nella mia vita come un raggio di sole, senza fare rumore, senza giudicare, rispettando i miei tempi e la mia timidezza. In un periodo della vita dominato dal buio, lo spiraglio di luce pronto a illuminarlo… Laura".
Due donne. Una storia d’amore profonda e passionale ambientata negli Anni Novanta quando chat e social network ancora non esistevano. Abitano a una distanza che solo un annuncio può colmare e quando s’incontrano la fiamma si accende all’istante.
Laura con l’aiuto di Paola, giunge alla consapevolezza dei suoi desideri più intimi e inconfessati ma le relazioni a distanza, se esasperate da attese e gelosie, inevitabilmente finiscono. O rischiano di finire.

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Rossana Liedo: Il calore del passato, Eroscultura Editore, 2016

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Scorrendo le pagine del romanzo “Il calore del passato” si ha davvero l’impressione di approdare in un’isola felice, al di fuori dei tanti esasperati conflitti con cui la società attuale affronta le tematiche di ordine sessuale.

Un’isola felice nella quale la visione e descrizione dell’omosessualità femminile è insieme verità, umanità, emozione, e diventa una riflessione sincera e profonda, talora tormentata e persino dolorosa, sul modo in cui la persona vive intensamente questa sua situazione, sia in sé, alla ricerca del proprio io emotivo e sessuale più autentico, che nella preoccupazione del giudizio altrui.
Sì, perché prima di essere un individuo classificato in base alla propria propensione e attività sessuale, chi ama una persona del suo stesso sesso - e questo è ciò che appare fortemente soprattutto nella prima parte di questo libro, dedicata alla scoperta di sé - è prima di tutto un essere umano che presenta gli stessi conflitti interiori, dubbi, inquietudini di chiunque altro, compresa talora l’insicurezza sulla propria identità.

Questo aspetto diventa meno pressante man mano che la storia procede e la protagonista prende coscienza di sé, sullo scorrere della storia narrata/esistenziale la protagonista trova la forza di affrontare sempre di più un mondo che la terrorizza: lo sguardo di un portiere d’albergo le sembra accusatorio e giudice, e in ciò si coglie il travaglio di una coscienza che si sente colpevole perché cresciuta e vissuta in mezzo a convenzioni e pregiudizi, colpevole di aver fatto qualcosa ritenuto riprovevole e sbagliato.

L’elemento che emerge, sotto la luce velata del ricordo e della componente erotica, inevitabile compimento del sentimento amoroso, vista anch’essa nell’ottica di una lontananza temporale che non ne attenua però l’appassionata intensità, è dunque il costante travaglio psicologico della giovane protagonista Laura, di fronte alla scoperta della propria identità emotiva e sessuale. Quella che nasceva, anche ai suoi stessi occhi, come “diversità”, condizionata dai parametri limitati di un mondo chiuso ed ottuso, diventa invece a poco a poco identità, individualità, unicità.
Vincendo sé stessa e la propria paura, Laura diventa ciò che realmente è, ciò che la sua interiorità e la sua fisicità le chiedono. Un travaglio interiore che si estende anche al rapporto, che pare idilliaco ma che in realtà presenta una sorta di vizio originario, con la coprotagonista Paola.

La trama è lineare e potrebbe quasi identificarsi in una sorta di diario intimo e personale. L’inizio è molto suggestivo, perché porta il lettore che conosca gli anni Novanta, in cui si svolge la storia ricordata, a far riemergere dalla memoria suggestioni e sensazioni, sia pur lontane, ma ancora vive.
Questa attenzione lieve, ma ben presente, per il mondo che circonda la storia, dall’ambiente alle persone, è un espediente narrativo molto efficace per preparare la vicenda individuale, come se da una panoramica, che ricorda tutto ciò che caratterizzava quegli anni, si passasse gradualmente al primo piano della protagonista, completamente avvolta da quella realtà, tanto da cercare in essa e nelle modalità di comunicazione allora in uso il modo di uscire dalla propria insoddisfacente situazione sentimentale.

L’inscindibilità dell’elemento psicologico da quello sessuale è un elemento di grande interesse che, se da un lato si riallaccia a molti esempi letterari nati nel solco della rivoluzionaria comparsa nella storia della psicanalisi, dall’altro fa superare a questo lavoro la semplice classificazione di romanzo erotico, poiché la varietà di elementi presenti ne allarga la prospettiva, pur rinunciando - a ragione - a qualsiasi riferimento simbolico e a qualsiasi messaggio implicito, e acquisendo tanta più espressività dalla semplicità lineare e dalla piacevole scorrevolezza della scrittura.

Laura, si esprime in prima persona, sotto un’ispirazione autobiografica, affronta un percorso di autoanalisi e appare quasi con due volti: uno rivolto all’esterno e uno all’interno, la difficoltà e la maschera nell’affrontare il mondo, anche quello delle altre donne omosessuali, e la difficoltà e la necessità di scrutare la verità dentro di sé.
Laura si rimprovera spesso di aver fatto o detto qualcosa nello stesso momento in cui lo fa o lo dice; al di là dell’annotazione realistica, nella quale ciascuno si può riconoscere, si tratta di un ulteriore esempio dello smarrimento che cerca un proprio percorso personale, al punto che certi errori sembrerebbero evitabili, per un osservatore esterno, ma sono inevitabili quando la mente, i sentimenti, il corpo sono emotivamente e fisicamente coinvolti.

L’attenzione all’aspetto della psicologia femminile, che riguarda non solo Laura ma anche la compagna Paola, che la conduce per mano a scoprire la sua verità, quasi fosse comparsa nella sua vita proprio con lo scopo di indicarle, talora anche burrascosamente, il giusto sentiero, si sviluppa a tutto tondo.

Anche le scene più appassionate, sia descritte in forma esplicita che, più frequentemente, stemperate nella dolcezza di un ricordo in cui le emozioni fisiche e psichiche vengono rivissute come se fossero avvolte da quel tepore benefico cui accenna lo stesso titolo del romanzo, non sono mai fini a sé stesse ma diventano espressione d’amore vero.
E quando questo sentimento è alla base di ogni atto sessuale, lo rende di per sé sempre e comunque un’intensa manifestazione di umanità e sensibilità, che l’autrice affronta con una scrittura dalla quale traspare l’attenzione per i particolari che creano la quotidianità e il profondo rispetto per i sentimenti dei suoi personaggi, condivisi con autentica sincerità.

La sessualità, perciò, non è mai volgare né gratuita, anzi, è parte di un percorso di maturazione, il compimento reale e concreto di un’identificazione del sé che parte da esigenze psicologiche, interiori, talora anche razionali (la consapevolezza di Laura di non amare più il suo iniziale compagno) per completarsi nella realtà fisica ed emozionale di un’altra persona.
Quando l’incontro sessuale avviene tutto si gioca, non solo nell’ottica di una passione fisica, ma come strumento di esaltazione del sentimento, del rispetto e della considerazione dell’altro. Nel sesso si stemperano le tensioni e le incomprensioni, che rischiano di rinfocolarsi, e si nutrono ogni volta di quella lontananza in cui la passione non trova soddisfazione e turba la pace delle due compagne, alimentando sospetti e finendo talora per impedire l’intesa amorosa-sessuale, preludio alla fine annunciata di quel sogno.

Durante la lettura, e sempre di più man mano che la storia avanza, si attende, alla pari di un giallo, l’evento catastrofico, la rottura, spesso sfiorata ma costantemente ritardata, attraverso una tecnica narrativa che, posticipando di continuo il momento cruciale, trasmette quasi fisicamente il senso di logoramento, di pesantezza, di estenuazione che avvolge sempre di più il difficile rapporto di due donne innamorate ma costrette a stare lontane, soffrendo, nella propria solitudine, di costanti incertezze.

In quello che, nell’ottica della vita individuale e personale, è un autentico dramma, ossia il fallimento di un amore, continuano a colpire il tono sommesso e lieve, quasi fatalistico, e la dolcezza espressiva, anche nei momenti in cui la tensione si fa più evidente: la scrittura chiara, precisa ed estremamente comunicativa, si caratterizza per la capacità dell’autrice di suscitare un costante interesse nel lettore riguardo a ciò che sta per avvenire, proprio perché la vicenda è sempre sull’orlo di un baratro e da un momento all’altro può essere detta quella parola in più, può accadere quel malinteso, quell’equivoco che darà origine al conflitto e alla conseguente catastrofe.

Ma alla fine la volontà forte, istintiva, appassionata, di serenità, felicità e amore sembra vincere, con il ritorno della narrazione ad un presente nel quale tutti i ricordi hanno riportato in vita quel passato.
La conclusione dunque non può che rimanere aperta: dalla strada che la protagonista Laura percorre, sia fisicamente, per tornare a trovare la compagna di un tempo, sia interiormente (è l’unico elemento simbolico del romanzo ed è perfettamente collocato alla sua conclusione, dandogli un tono ancor più profondo), si diramano possibili altre mille strade, e ciò che verrà dopo, tra Laura, Paola e le loro nuove vite degli ultimi vent’anni, o all’interno dei loro cuori, ossia il vero seguito di questa storia, rimane affidato all’immaginazione e alla sensibilità di ogni lettore.

Alessandro Pierfederici

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Rossana Liedo: Il calore del passato , Eroscultura Editore, 2016

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Rosanna Liedo è uno pseudonimo, dietro il quale si cela una donna che ama le donne in tutta la loro essenza. In questo suo primo romanzo: “Il calore del passato”, racconta di un amore puro e senza riserve che ha vissuto. O desiderato vivere. Scrive per passione le emozioni che fanno parte della sua scelta di vita partendo dal presupposto che quando si parla di sentimenti, il rispetto verso questi dovrebbe essere il medesimo, che si tratti di due donne, due uomini o un uomo e una donna.


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