Altritaliani

A Venezia le Grandi Navi? Ci sono ancora...

venerdì 23 giugno 2017 di Massimo Rosin

In circa 18mila, domenica 16 giugno, hanno votato nei gazebo a Venezia per il referendum popolare, autogestito dai comitati locali, per dire No alle Grandi Navi in laguna. Dal 2012 ormai, dopo la tragedia del Giglio, si parla di allontanare le navi da crociera dal cuore della città. Malgrado un esito inequivocabile, l’amministrazione veneziana lo considera senza valore e le grandi navi sembrano destinate ancora a lungo a solcare la laguna veneziana, con tutti i danni del caso. Una battaglia che stiamo seguendo da sempre.

Favole. Capita ancora di sentirne qui a Venezia. Al pari di una che si raccontava una volta ai bambini per farli addormentare ("La fiaba del Sior Intento che dura tanto tempo...") anche quella delle grandi navi rischia di "durare tanto tempo".

Giorni fa, a dire il loro parere sulle grandi navi sono stati ben 18.105 cittadini chiamati, dallo stesso comitato, per un referendum che ha avuto un esito schiacciante: il 99% (17.923) dei votanti si è schierato a favore dell’allontanamento delle grandi navi dal bacino di S. Marco.

"Adesso devono tenerne conto, perché un esito di queste proporzioni non può passare inosservato" dicono sorridendo alcuni esponenti del Comitato. Ma già in serata il sindaco Brugnaro ha fatto sentire anche lui la sua voce definendo l’esito del referendum: "Un’operazione politica e menzognera".

Cosa spinga il sindaco a una tale risposta è un mistero, come altrettanto misterioso è stato il suo apparire sulla scena della politica cittadina, lui che di mestiere fa (o faceva) l’imprenditore. Forse però è bene ricordare che questo delle grandi navi rischia di diventare il "cul de sac" dove si impantanano le migliori proposte messe in campo da Università, studiosi del settore, associazioni ambientaliste che in tutti questi ultimi anni hanno fornito sufficienti argomenti per far riflettere chiunque sui pericoli generati dai continui passaggi delle navi da crociera. Si perché non va dimenticato che, da parte delle autorità portuali tutto si è fatto per impedire che i progetti di piattaforme off shore si concretizzassero (ne avevo già parlato in precedenti articoli).

Il presidente del porto Paolo Costa (ex sindaco della città) si era aggrappato a tutti i cavilli giuridici per ostacolare qualsiasi provvedimento, andando anche contro il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) che aveva bocciato il progetto di scavo del Canale Contorta-S.Angelo, eludendo pure il parere contrario del Ministero dell’Ambiente a firma Clini - Passera (Governo Monti).

Alcuni anni dopo il problema è ancora irrisolto. Navi in entrata e in uscita continuano a percorre tutti i tratti lagunari consentiti, infischiandosene dei rischi a cui sottopongono la città. Costa, poco prima della fine del suo mandato, ha cercato di rilanciare un altro progetto simile al precedente, lasciando al suo successore Pino Musolino (veneziano laureato in giurisprudenza con esperienze in Olanda e Giappone come rappresentante legale di importanti compagnie di trasporti marittimi) l’ingrato compito di barcamenarsi nell’intricata faccenda.

Cosa accadrà nei prossimi tempi non è difficile immaginarlo: nonostante il voto contrario di quasi 18000 veneziani, il via vai delle navi continuerà indisturbato (troppo forte è il potere delle compagnie crocieristiche).

Massimo Rosin


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