Altritaliani
In mostra a Venezia fino al 28 maggio 2017

William Merritt Chase: Un pittore tra New York e Venezia a Ca’Pesaro.

sabato 11 marzo 2017 di Andrea Curcione

In anteprima assoluta europea la Fondazione Musei Civici di Venezia ha aperto negli spazi della Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro una retrospettiva dedicata a uno dei più importanti artisti statunitensi vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, noto per i suoi studi sull’impressionismo. “William Merritt Chase. Un pittore tra New York e Venezia” è il titolo della mostra dedicata a questa celebre figura nota nei circoli internazionali.

La mostra è prodotta da The Phillips Collection, Washington DC, il Museum of Fine Arts di Boston, la Fondazione Musei Civici di Venezia e la Terra Foundation for American Art.

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WILLIAM MERRITT CHASE, An Italian Garden (1909 c.) © Chrysler Museum of Art

Chase (Niveneh, oggi Williasmburg, Indiana, 1º novembre 1849 – New York, 25 ottobre 1916) dopo un primo avvicinamento all’arte nella città di New York, nel 1872 si trasferì in Europa per frequentare l’Akademia der Bildenden Künste di Monaco di Baviera. Durante il soggiorno di formazione, che si protrasse fino al 1878, compì una serie di viaggi di studio nelle principali capitali come Londra, Parigi e in Olanda. Tra il 1877 e il 1878 soggiornò anche a Venezia, che diverrà la sua città d’elezione, dove studierà i grandi pittori del passato e si confronterà con gli autori del presente.

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WILLIAM MERRITT CHASE, The young orphan, 1884 © National Academy of Design New York

Chase, venne da subito considerato dai suoi contemporanei uno dei massimi interpreti della pittura americana, e sarà la figura di riferimento per molti giovani pittori statunitensi; tra essi Georgia O’ Keeffe, Joseph Stella ed Edward Hopper. Non solo come artista, ma soprattutto come eccelso insegnante e mentore presso l’Art Students League e la Brooklyn Art School, e più tardi presso la Chase Art School, che in seguito, nel 1898 prenderà il nome di New York School of Art. L’insegnamento sarà la sua passione. Al ruolo istituzionale all’interno delle accademie, nelle estati del 1903 e 1913 l’artista affiancherà anche quello di maestro e guida, accompagnando i suoi studenti in soggiorni studio nei maggiori centri europei. I suoi lavori verranno esposti nelle principali rassegne statunitensi e al di là dell’Atlantico, tra cui la Biennale di Venezia del 1901 e l’Esposizione Internazionale di Roma nel 1911. L’artista tornerà per l’ultima volta nella città lagunare con i suoi allievi nell’estate del 1913. Chase morirà nel 1916 nella sua casa di Stuyvesant Square.

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WILLIAM MERRITT CHASE, Gray Day on the Lagoon (1913 c.) © Museum of Fine Arts, Boston

Nella mostra allestita al secondo piano di Ca’ Pesaro si segue un percorso suddiviso in otto sezioni nel quale si intende documentare i vari soggetti realizzati dall’artista durante la sua carriera. La prima sala ospita le opere che sono state influenzate maggiormente dagli studi condotti presso la Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, con una resa cromatica scura. Accanto ad essi vi sono una selezione di dipinti realizzati durante il periodo veneziano (1877-1878) con scorci e vedute con accenni realistici, dove prevale la luminosità della laguna.

Il percorso prosegue con le opere svolte dopo il rientro in patria, all’interno del suo studio newyorkese, sulla Decima Strada, luogo di interazione e promozione culturale, frequentato dalla “upper-class” interessata alla sua arte, riccamente arredato con svariati oggetti d’antiquariato da collezione, che mescolano influenze europee ed orientali. Tra esse vi è soprattutto lo studio e la collezione di elementi dell’arte dell’Estremo Oriente nella moda e nella cultura del periodo che prenderà il nome di “Giapponismo”: Chase ritrae figure femminili in splendidi kimono, con oggetti decorativi raffinati come ventagli e paraventi.

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WILLIAM MERRITT CHASE, A Comfortable Corner (1888 c.) © Parrish Art Museum

È soprattutto il mondo femminile il tema dei suoi quadri più celebri esposti nel principale ampio salone: i grandi ritratti della moglie, Alice Gerson Chase, e delle allieve dei corsi pittura, ma anche di signore dell’alta borghesia americana, in posa come fossero nobili di altri tempi, in atteggiamenti un po’ altezzosi, colti nella luce alla maniera di Rembrandt o Van Dyck. Una femminilità sulla strada della progressiva emancipazione del proprio ruolo sociale dove si nota un misto di fiera bellezza e indipendenza.

Nelle altre sale invece si possono ammirare oli su tela realizzati negli anni 1887-1900 dove Chase rappresenta il mondo dei suoi affetti, come i momenti ludici delle figlie o il ruolo materno (“Hide and Seek”, 1888, il gioco del nascondino; “At Play”,1895 c.a.; “An Artist’s Wife”, 1892).

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WILLIAM MERRITT CHASE Flying Clouds (1892) © Private collection

Chase con la famiglia, nel tempo libero, trova spesso rifugio fuori dalla metropoli. Con l’avanzare della modernità l’artista ama frequentare gli spazi verdi, i parchi e i luoghi di villeggiatura che spesso ritrae con colori caldi e i cieli azzurri con buffi di nuvole sospese in una pittura accostata sempre all’impressionismo (gli olii su tela “Flying Clouds, 1892; “Sunlight and Shadow”, 1884; “At the Shore”, 1884). A Shinnecock Hills, una località situata lungo la costa meridionale di Long Island, nei pressi della cittadina di Southtampton, Chase nel 1892 acquista una residenza, ove subito vi ricava uno studio. In questa zona di mare egli prenderà ispirazione per i suoi quadri, i suoi panorami. In questo luogo, ove era la sede della Shinnecock Summer School of Art, insegnerà ai giovani artisti la pittura di paesaggio “en plen air”.

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WILLIAM MERRITT CHASE, At The Seaside (1892 c.) © The Metropolitan Museum of Art

Chase non è solo un maestro nel tratteggiare i panorami, ma anche le nature morte, che diventa anche un campo di ricerca formale. Ritrae spesso oggetti in ampio formato, come ad esempio un vaso in ottone (“The Big Brass Bowl”, olio su tela, 1899) con il suo colore rosso dorato, nel quale riesce a inserire anche riflessi di oggetti, con un riverbero simile al naturale.

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WILLIAM MERRITT CHASE The Big Brass Bowl (1889 c.) © Indianapolis Museum of Art

Lo stesso vale anche per i prodotti della pesca. Pesci di varia grandezza, sono ritratti nella vivezza dei loro colori argentei delle squame, da far sembrare il tutto in una vera naturalezza.

Per ultimo, citiamo i suoi passaggi italiani, a Firenze e Venezia del 1907 e 1913. A Fiesole, nei pressi della città toscana, meta di intellettuali cosmopoliti impegnati nel “Grand Tour”, Chase acquisterà nel 1910 Villa Silli, ritraendone il rigoglioso giardino e l’orangerie. A Venezia, nel suo ultimo viaggio del 1913 con i suoi studenti, l’artista alloggerà presso l’Hotel Gran Canal et Monaco dove dalla sua stanza realizzerà una tela dalla visione prospettica nella quale dalla penombra dell’ambiente si emerge nella luce solare del giorno della calda città.

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WILLIAM MERRITT CHASE, A Venetian Balcony, 1913

Di questo viaggio resta la visione di una facciata, e di un balcone (“A Venetian Balcony”, 1913) che è una meraviglia del dettaglio e della luce, e un sentimento puro nei confronti della città lagunare.

Andrea Curcione
Da Venezia

WILLIAM MERRITT CHASE
Un pittore tra New York e Venezia.
11 febbraio – 28 maggio 2017

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076 – 30135 Venezia

Orario

10.00 – 17.00
Ultimo ingresso ore 16.00
Chiuso il lunedì

Informazioni:

http://capesaro.visitmuve.it/

Altri visuali disponibili sull’opera del pittore:

http://www.william-merritt-chase.org/


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