Altritaliani
Giornata internazionale della donna. Non solo mimose.

Ricordando Anna Magnani, poesie di una Grande Donna per l’8 Marzo 2017

martedì 7 marzo 2017 di Maria Cristina Nascosi Sandri

Son trascorsi oltre 44 anni dalla scomparsa di Anna Magnani, ma qui vogliamo ricordare il suo anniversario di nascita: era nata il 7 marzo 1908, a Roma, un giorno prima di quell’8 marzo che tutti gli anni, per antonomasia, celebra la Giornata della Donna.

Allora chi, meglio di Nannarella, è giusto citare in questo 2017, un anno che si è appena lasciato alle spalle un bisestile di sangue, a vari livelli, ed ancor più giusto è ricordarla con alcune sue piccole opere poetiche, piene di forza, di passione - lei era ’fatta così’, nella vita e nelle sue indimenticabili performances, non c’era alcuna differenza per lei, come disse lo stesso Luchino Visconti che l’aveva diretta in Bellissima - ma anche di speranza e splendide, pregnanti, puntuali, ogni donna riuscirà ad identificarsi, in esse.

E, dunque, non dimentichiamoci di Anna, in questi 7 e 8 marzo, la migliore attrice italiana del secolo scorso e oltre, apprezzata internazionalmente anche dal grande drammaturgo Tennessee Williams: innamorato di lei, la volle come interprete del suo testo teatrale scritto proprio per e su di lei e trasposto per il cinema, The rose tattoo - La rosa tatuata che le valse un Oscar, nel 1956.

Per non dimenticarci di noi, del nostro Essere Donne, ciascuna a modo proprio, per fortuna....

di Maria Cristina Nascosi Sandri

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“Toglietemi pure tutto, ma l’amore no, non portatemelo via: l’amore è pioggia e vento, è sole e stella. Lo ammetto, ho un carattere eccessivo e smodato. Non mi so frenare, ogni volta che amo mi impegolo fino ai capelli. Sapessi che strazio, poi, uscirne vivi, che tragedia scappare! E una mattina ti svegli nel letto e non hai più sangue. Ma poi ricomincia…ed è meraviglioso.

*

Di errori ne ho fatti parecchi, di cattive azioni mai.
Non dimentico i torti subiti, spesso non li perdono,
ma non mi vendico: la vendetta è volgare come il rancore.
Questo mi dà una tal forza da leoni.
Una forza che non mi fa avere paura di nulla.

*

Ho aspettato per anni parole che non sono arrivate.

Ho incollato zampilli di silenzio alla sorgente viva

del mio dolore, prigioniera di un tempo mascherato

di generoso impegno.

Tra lettere di lacrime derise sono rimasta sola

a perquisirmi l’anima, per salvarmi la vita

quel tanto che basta e aspettarti…

L’attesa mi ha regalato saggezza,

pazienza,

frammenti di felicità.

ANNA MAGNANI


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