Altritaliani

Analfabetismo funzionale: Italia caput mundi.

domenica 24 luglio 2016 di Maurizio Puppo

Che poi, oltre a tutto il resto, ci sarebbe anche questa storia dei cosiddetti analfabeti funzionali. Quelli che non sanno mettere due cose in fila. Che in teoria analfabeti non sono (perché sanno leggere e scrivere) ma nella pratica è come se lo fossero. Perché non capiscono niente. Credono a tutto, soprattutto alle cose più assurde, purché utili a confermare le loro opinioni, i loro pregiudizi. Tirano conclusioni in pochi secondi, con sicumera, su qualunque cosa, soprattutto su temi di spaventosa vastità. Attribuiscono ad ogni loro esperienza diretta valore di verità universale. Non sanno seguire un filo logico (portante). Questi deficienti (ooops : analfabeti funzionali) ci sono e lottano insieme a noi. Soprattutto noi italiani. Perché pare che, su questo terreno, non ci batta nessuno. Alcune ricerche (fatte da parte di organizzazioni come l’OCSE, Eurostat o robe del genere), certo ispirate a criteri diversi e non sempre chiarissimi od omogenei, hanno portato al medesimo risultato: l’Italia risulterebbe il primo paese tra quelli analizzati. O l’ultimo, se volete. Insomma, quello in cui più alta e più forte si sente la voce dell’analfabetismo funzionale. Quasi il 50%, secondo l’OCSE (che sarebbe l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

Come dire che un italiano su due, se legge un testo appena appena complesso non lo capisce, o (ancora peggio) ci capisce quello che vuole lui ; sulla base magari di una o due parole che attirano la sua attenzione o delle sue esperienze personali, dirette. Uno su due. Qualche giornale ha pubblicato la tabella che mostra, appunto, una percentuale vicina al 50% per l’Italia e invece del 20% negli Stati Uniti. Uno dei commenti è stato di questo tenore : non è possibile, si vede subito che è una balla come tutte quelle che ci raccontano, come fate a cascarci, guardate che gli Stati Uniti sono molto più grandi dell’Italia, quindi non è possibile che in Italia ce ne siano di più.

Qualcuno si è armato di pazienza e ha tentato di spiegare che si tratta di percentuali. Una persona su due in Italia, una su cinque in America. Sforzo encomiabile ma vano, vista la risposta : « AH AH APPUNTO SVEGLIATEVI COME FATE A CREDERE CHE IN ITALIA CE NE SONO PIÙ CHE IN AMERICA ? ». O hypocrite lecteur (mon semblable, - mon frère!), se l’OCSE ha ragione, c’è una buona probabilità che almeno uno di noi due (io che scrivo questo pezzo, tu che non so per quale motivo lo stai leggendo) sia un analfabeta funzionale. Facile che si sia messi male entrambi.

Però io non lo so, se tutto questo è vero o no. Intanto queste graduatorie non sai mai bene come vengano compilate. Magari a farla è stato un analfabeta funzionale e allora vedi che come fai a fidarti ? E poi, per quel poco che ho potuto vedere e capire (viaggiando e poi vivendo ormai da molti anni in un altro paese) secondo me sarebbe ingiusto, da parte nostra, rivendicare un’esclusiva sulla scemenza. In realtà, anche gli altri sanno essere scemi quanto noi. Gli scemi non sono una specificità italica, ma una costante del paesaggio universale. Essi sono un dono del Signore Iddio o chi per lui, nessun popolo ne è stato privato, nessuna terra esclusa. Anche se a noi italiani piace pensare che gli altri – gli stranieri - siano sempre migliori (chi lo sa, sarà perché parlano delle lingue che ci sembrano complicate ?).

Ad esempio, se uno straniero riesce a dire due parole due in italiano, allora cadiamo subito in estasi mistica. (Mentre invece critichiamo aspramente e prendiamo in giro con pedanteria gli italiani, soprattutto i politici, se parlano un inglese, come è logico che sia, magari non perfetto e non del tutto « british »). Ma che bravo, che intelligenza, che lucidità, hai visto come parla bene l’italiano quello straniero, mentre noi invece facciamo ridere i polli ? « Io… pensare… molto bello tutto Italia ». Giù applausi. Mi ricordo una volta alla televisione, alla « Domenica sportiva » - erano gli anni Ottanta, tra noi si scherzava a raccogliere ortiche – c’era un giocatore di pallone, un belga, che parlava un po’ di italiano, e tutti a sentirlo parlare erano stati presi da un trasporto direi erotico. Se ne parlò a scuola, nei bar, nelle fabbriche. « Che bravo, che bello, che genio ». Un giornalista (evidentemente anche lui autentico prodigio di intelligenza) non aveva trovato nulla di meglio che dirgli: « lei signor giocatore belga tal dei tali, non crede che la presenza di tanti giocatori stranieri possa arrecare nocumento al calcio italiano ? ». Arrecare nocumento. Io non parlo tedesco, scusi, pardon ? Non poteva dire, che ne so io, « danneggiare » ? No. « Studiare, studiava anche troppo, con nocumento finanche della salute », scrive Luigi Pirandello. D’accordo.

Ma era Pirandello. Il signor giocatore belga chiaramente non aveva capito niente, e aveva risposto qualcosa a caso, del tipo « io ora pensare giocare Italia piace mangiare bene donne bellissime», e allora tutti a darsi di gomito come si fa tra maschi italici e a fare la standing ovation. Come quando Sofia Loren arrivava in Via Veneto al bar e Fellini Mastroianni e Flaiano e tutti quegli sfaccendati uno peggio dell’altro (di genio però : altro che analfabeti funzionali) si alzavano in piedi rossi in viso : scattando in un applauso per cantare le lodi di quell’abisso, di quell’apocalisse di femminilità.

Provateci un po’ a dire « nocumento » adesso su Facebook o dove volete voi. Vedrete gli analfabeti funzionali cosa vi rispondono. Come minimo, che « è un complotto mondiale delle lobby farmaceutiche insieme a tutti i governi mondiali i media e le commissioni scientifiche » (non sto inventando io, cito a caso da una rete sociale). Perché quello che è caratteristico degli analfabeti funzionali è il tirare giù per qualunque cosa teorie di macchinazioni universali che spiegano tutto. Per loro non c’è mai mezza sfumatura o nulla che succeda un po’ per caso, un po’ per non morir : il mondo si divide tra buoni e cattivi e i cattivi operano da mattina a sera per guastare la festa ai buoni. I buoni sono : l’analfabeta funzionale medesimo (ovviamente. Egli è anzi il centro della bontà universale) ; gli animali (che sono meglio delle persone. Cito : « non hanno rancore, non ti giudicano e non hanno intenzione di rovinarti la giornata».

Per maggiori informazioni citofonare a un serpente a sonagli o a una tigre); il popolo (variante di marca politicizzata, di destra o di sinistra) o la gente (variante più apolitica. Diventa grillina se pronunciata calcando fortemente la g iniziale). Poi ci sono categorie di buoni che si applicano in ragione della matrice e appartenenza politica. Cominciamo dagli analfabeti funzionali di tendenza destrorsa o ostentatamente a-politica (quelli che dicono : « io non sono né di destra né di sinistra, sono per le cose giuste ». Frase spia di probabile analfabetismo funzionale. Detto senza offesa né per Emmanuel Macron, giovane ministro delle finanze francese, né per gli analfabeti funzionali). Per questo tipo di analfabeta funzionale tra i buoni ci sono senz’altro i poveri abitanti dei paesi occidentali che si spaccano la schiena e sono sfruttati dai loro schifosissimi governi per mantenere i politici e gli immigrati che non fanno una mazza tutto il giorno e se la godono.

Per gli analfabeti funzionali di tendenza sinistrorsa invece sono buoni, per ragioni opposte ma comunque per definizione, senza se e senza ma, i succitati immigrati e in generale tutti gli abitanti dei cosiddetti paesi « in via di sviluppo ». Anche quando commettono atrocità (e quindi, in quanto individui, teoricamente dovrebbero esserne responsabili) per l’analfabeta funzionale di sinistra i non-occidentali hanno sempre gli occhioni di Bambi, sono bambinoni gentili ingenui e adorabili ; dietro loro eventuali azioni che, a un’analisi superficiale, potrebbero parere cattive (che so, pestare selvaggiamente la moglie perché vuole uscire, lapidarla perché ha cantato, praticare l’infibulazione, cioè la mutilazione genitale, alle bambine) c’ è sempre una causa altra, nascosta. Possibilmente riconducibile a un complotto e agli « sporchi interessi » degli occidentali. In particolare di Stati Uniti e Israele (che di porcherie, intendiamoci, ne hanno fatte eccome, ma che vengono tirati in ballo anche e soprattutto quando proprio non c’entrano niente).

Questi sono i buoni. Ora vediamo i cattivi. In generale sono tutti gli altri (e su questo c’è una concordanza chiara con la buon’anima del Jean Paul Sartre: l’enfer, c’est les autres). Ovviamente i politici, categoria che suscita odio e disprezzo, vomito e livore incondizionati. I potenti (variante più alfabetizzata: i poteri forti), i massoni (che i loro detrattori di solito nemmeno sanno nemmeno chi siano, chi cazzo saranno questi massoni ? Ma certamente sono cattivissimi e bastardi), i banchieri (assetati di sangue) e cosi via. I banchieri possono essere comodamente associati agli ebrei. Per gli analfabeti funzionali di destra o «né-di-destra-né-di-sinistra-ma-per-le-cose-giuste » tra i cattivi ci sono gli immigrati, ovvio, che invece di starsene a casa loro se ne approfittano e con ogni pretesto vengono da noi a vivere in un hotel a 4 stelle con il wi-fi senza fare un emerito cazzo, perché la Laura Boldrini li fa entrare tutti (e pure Renzi).

E i musulmani. Ogni musulmano è un terrorista anche se non lo è. Sennò, se devi cominciare per ogni musulmano (e ce ne sono un miliardo e seicento milioni al mondo) a chiederti se è un terrorista o no, lo si capisce da sé che diventa troppo lunga e non la finiamo più. « Prima ammazzano gli italiani di tasse impedendogli di sposarsi, comprare casa, fare figli. Poi fanno arrivare milioni di clandestini per rimpiazzare i non-nati italiani. Questa è la politica delle boldrine e dei bergoglio » (commento vero dal sito – vero anch’esso - del Giornale). Per sapere quali sono i cattivi per gli analfabeti funzionali di sinistra, basta invertire i ruoli : i cattivi siamo noi tutti perché il nostro lurido benessere nasce sempre e solo dallo sfruttamento e dal nostro egoismo etc etc. quando invece basterebbe dividere in due il prezioso mantello come San Martino e via, in cinque minuti « niente odio o violenza né soldati né armi », tutti a cantare ondeggiando da una parte all’altra con un accendino in mano, finalmente uniti. In generale l’analfabeta funzionale sembra partire da un presupposto : il mondo in sé sarebbe meraviglioso. La vita, un giardino fiorito dove zac ! Si coglie il frutto che generoso si mostra sull’albero e lo si addenta.

Se così non è, se il mondo è invece complessivamente uno schifo (poche carabattole) ci deve essere una ragione precisissima. Un complotto. Una macchinazione. E soprattutto un colpevole che concentra in sé ogni male e merita tutto il nostro odio e il nostro livore. Perché ogni giorno trama per sottrarci quel paradiso a cui indubitabilmente avremmo diritto. Il serpente, il demonio nella tradizione religiosa. Il capitalismo e la logica del profitto, per quella eresia laica del cristianesimo che è il gauchisme di vaga ispirazione marxista e i suoi derivati. Per altri sarà invece il complotto mondialista, frutto dell’alleanza tra americani, banchieri ebrei e comunisti, o la lobby delle case farmaceutiche che vogliono imporre i vaccini e per farlo creano i virus (che, ovvio, senza le case farmaceutiche invece non esisterebbero). I politici con le loro pensioni d’oro e i loro capricciacci a spese nostre. « Io l’ho sempre detto, basterebbe eliminare tutti i politici e l’Italia sarebbe un paradiso », frase autentica (giuro che non invento niente) da me udita su una spiaggia della Versilia. Il millenario interrogativo sulla presenza del male nel mondo, che ha affannato le migliori menti di ogni generazione, è affrontato e risolto oggi, ogni giorno, ogni ora, su Internet, sulle reti sociali : migliaia di commenti additano sempre senza alcuna incertezza un colpevole, un reo, un responsabile ; la cui eliminazione aprirebbe d’incanto le porte al ritorno del paradiso in terra.

Nihil sub sole novi, del resto. Certo, l’analfabeta funzionale ora ha una visibilità inedita, uno spazio mai avuto prima, proprio grazie a Internet e a quelle fesserie (Twitter, Facebook, blog, forum, etc.) su cui passiamo la vita e ci consumiamo la vista (che in passato ci consumavamo magari con altre pratiche). Ma gli scemi (datemi retta) c’erano anche prima. Un po’ di tempo fa, nel 1986, quando non c’era Internet, non c’era nulla di tutto quello che c’è adesso, Radio Radicale per un certo periodo sospese le programmazioni e diede campo libero alle telefonate degli ascoltatori. Un minuto a testa, giù il telefono e via un altro (questo perché sennò, come da abitudini italiane, il primo a telefonare avrebbe parlato per sei giorni come minimo).

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Non è mai troppo tardi - Il maestro Manzi

Iniziativa bellissima, geniale. Visionaria. Anticipatrice. Gesto libertario e libertino. Pannelliano. Lo slogan di Radio Radicale era (ed è ancora) ripreso da una celebre frase di Luigi Einaudi : « conoscere per deliberare ». Altro che conoscere. Per giorni e giorni si sentirono cose mai udite prima. Almeno, mai tutte assieme, « Volevo dire a quella manica di terroni di Roma che siete delle teste di cazzo inaudite a fare quelle telefonate oscene, pirloni, barboni, andate a lavorare, pirlaaa! Grazie». (È tutto vero, purtroppo). «Filippo bastardo, figlio de ’na mignotta, bastardo che non sei altro… milanesi dovete crepare tutti, bastardi che non siete altri, venite a Roma che ve famo un culo come ’na capanna… mortacci vostri mortacci vostri… a voi e a tutto il Nord!». Ore e ore così. Io ascoltavo, ipnotizzato. Era la banalità del male. L’alba dell’analfabetismo funzionale. Prima, nell’Italia che mi aveva preceduto, c’era stato ancora l’analfabetismo vero. Che era un’altra cosa ; era la vecchia ignoranza della povera gente, la gente dei libri di Nuto Revelli. L’analfabetismo dei vecchi contadini, del ragazzo al finestrino sul treno Palermo-Francoforte.

La povertà del paese del maestro Alberto Manzi che insegnava a leggere e a scrivere in televisione, a tanta Italia che non sapeva farlo. Per compilare le schede di valutazione dei suoi allievi, Manzi si era preparato un timbro con scritto « fa quel che può, quel che non può non fa ». E sosteneva che « intelligenti si diventa ». Forse è vero. Ma ora il futuro è passato e intelligenti, no - non lo siamo diventati.

Maurizio Puppo


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