Altritaliani

L’eroe Franti ritorna oggi da trionfatore

mercoledì 29 giugno 2016 di Carmelina Sicari

È il suo tempo, il tempo del malvagio Franti, l’eroe negativo del libro Cuore di cui abbiamo celebrato i 130 anni. Ai tempi della giovinezza, quando conducevamo i processi alle opere letterarie del De Amicis, a Cuore soprattutto, c’era il difensore di Franti, il senatore Emilio Argiroffi che ne esalto’ l’originalità. Ma prima di lui lo aveva fatto Umberto Eco nell’Elogio di Franti.

Prima di illustrare il perché di questo rinnovato protagonismo occorre che si dica quanto il “frantismo” incida oggi nel dibattito culturale.

È di ieri lo scontro sulla ripubblicazione del Mein Kampf di Hitler. (ndr: Leggi l’articolo di Repubblica del 11 giugno 2016)

C’è in tale scontro un dato preciso. L’opera è stata più volte pubblicata ed a disposizione di qualsiasi lettore e dunque che motivo di protesta c’è ad una nuova pubblicazione?
È l’allusività ammiccante ad un nuovo corso contro il buonismo che, senza dirlo esplicitamente, è stato perfettamente compreso nel sottotesto della nuova proposta di pubblicazione.

Come dire: Non siete stanchi di tanto buonismo? Non è meglio tornare alla cattiveria rivelatrice di alcune verità e svelatrice delle ipocrisie?

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Franti, l’eroe negativo del libro Cuore di De Amicis

Nel Cuore, Garrone aveva come avversario Franti.
Era per De Amicis la necessità di rappresentare il duplice volto della realtà in cui bene e male si compongono, ma soprattutto coesistono. Franti ha ragione di essere, quando pensiamo di poter stare tranquilli, se compiamo opere di bene ed intanto tolleriamo ingiustizia e disuguaglianza su larga scala.

Accogliamo i profughi senza approfondire perché siano in fuga. Non cogliamo soprattutto l’effetto spaventoso della disuguaglianza che fa accumulare a pochi immense ricchezze e crea masse sempre più numerose di bisognosi. Non ci rendiamo conto soprattutto del pericolo.

In questo senso la ripubblicazione del testo del nazismo suona come un allarme tremendo. La storia ha corsi e ricorsi, secondo Vico.
Non a caso viene evocata da qualche parte come attuale l’invasione dei Goti che, spinti dagli Unni, si riversarono sull’impero romano, decretandone la fine. L’ imperatore Valente nel quarto secolo penso’ di poterli includere come foederati. Che potevano fare i barbari contro le legioni romane che avevano conquistato il mondo? Si sbagliava per eccesso di autostima e non per paura. Invano Ezio tento’ poi con le armi di difendere l’impero che cadde miseramente come sappiamo nel 476 d.C.

Ma per tornare al “frantismo” ed alla pubblicazione della bibbia del nazismo, non si tratta della libertà di leggere e di essere coscienti.

Quando ero adolescente mi sono scontrata con due divieti di lettura. Il primo quello del Decameron, di cui nella biblioteca paterna si conservava un’antica copia e l’altro dei Miserabili. Entrambi i divieti furono infranti per scoprire che il divieto non nascondeva nessuna pericolosa avventura, nessun rischio per la mia coscienza che ne usci’ accresciuta ed avvertita.

La verità è che la consapevolezza della realtà deve essere organizzata con grande cautela e grande responsabilità al di fuori dei divieti.

Carmelina Sicari
Da Reggio di Calabria

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Umberto Eco e Paolo Poli a “Babau”

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