Altritaliani
Letteratura e libri

Dacia Maraini: una scrittrice in trincea

sabato 21 maggio 2016 di Gaetanina Sicari Ruffo

Mi è capitato ultimamente di leggere narrazioni di questa infaticabile scrittrice e di riflettere sul suo impegno sociale oltre che letterario e artistico. Figlia di Fosco Maraini e di Topazia Alliata, compagna per quindici anni di Alberto Moravia, con alle spalle una vita avventurosa, anche drammatica per molti versi, è giunta alla scrittura per vocazione.

Ha soprattutto approfondito i temi al femminile: L’amore rubato (recensione e intervista Altritaliani a Dacia Maraini QUI), Marianna Ucria, Piera, Isolina, Chiara di Assisi, tante protagoniste dei suoi racconti, tormentate da drammi borghesi ed anche religiosi, rivelando una grande sensibilità nell’interpretare le loro vicende di vita e l’intreccio dei sentimenti e dei problemi che le hanno segnate. E questo non solo nell’arte, ma pure nella vita reale, tanto che è divenuta la paladina dei perseguitati per ingiuste ragioni specie nell’attualità presente, anche in tanti suoi articoli che compaiono sui principali quotidiani italiani.

Odia la violenza, l’inganno, la malversazione ed ama svisceratamente la libertà, l’onorabilità e la cultura, non quella certo che oggi, sempre più spesso, è divenuta merce di scambio, ma quella autentica che è a fondamento della comprensione reciproca e della consapevolezza di sé.

Intervistata da Repubblica, ha recentemente dichiarato: “Non si può ignorare che il mondo attuale ci interpella.... Serve un nuovo umanesimo, nel senso che occorre fare qualcosa per gli altri, non importa che siano donne o detenuti, malati di mente o immigrati”, estendendo così il campo della sua osservazione a tante altre categorie di deboli ed infelici.

Nell’ultimo suo romanzo, edito da Rizzoli, che sta presentando un po’ per tutta Italia: La bambina ed il sognatore , c’è una variante significativa. Il protagonista è un uomo, un maestro, Sapienza Nani, che è ossessionato dai sogni, una materia che prima sembrava esulare dalle narrazioni della scrittrice, tutte incentrate sull’immediata realtà.

Ma che cosa sono i sogni? Frammenti d’una realtà più sottile che albergano nell’inconscio. Ed ecco che il cerchio si chiude. Si va oltre l’apparenza sensibile, in una dimensione che serve ad esplorare più in profondità ed a scoprire le brutture del mondo, i traumi d’una società che teme di vedersi qual è, abusata ed offesa oltre l’immaginabile.
Una bambina scomparsa che potrebbe essere la perduta figliola Martina del protagonista, dà l’avvio ad una ricerca angosciosa che viene estesa anche ai piccoli d’una classe di educandi.
Il valore dell’educazione è qui ribadito e diviene simbolo di una attenta disamina del mondo di oggi e compie il salto di qualità di trasferire i vecchi schemi dell’apprendimento in una ricerca viva del senso della vita e delle sue coordinate essenziali.

Per altro verso in un libro di racconti recentissimo: Sotto un altro cielo,  [1] edito da Laurana (a cura di Claudio Volpe, Collana Rimmel), una raccolta di dieci narrazioni sul dramma dell’immigrazione, scritti da altrettanti validi scrittori di oggi, di cui la prima, in ordine di successione, è la stessa Maraini, e s’intitola : Un corpo gettato via, leggo la storia del bambino trovato morto sulla spiaggia, che pure tanto mi ha commosso, Aylan Kurdi, proveniente da Kobane, in Siria.

Secondo la sua consuetudine, la scrittrice intreccia le storie in modo parallelo. Le sue impressioni sono riferite pure al dramma che scoppia in contemporanea con la diffusione della tragica notizia comparsa su tutti i giornali del globo; è il dramma della solitudine della protagonista e dell’improvviso abbandono del suo compagno che fugge da lei che non ama più e da un lavoro malpagato, quindi anche il dramma della disoccupazione. Lì per lì rimane inebetita, poi il supplemento delle informazioni, l’incomprensione di quelli che riteneva suoi amici, la spingono a comparare la sua situazione a quella del bimbo naufragato in così tenera età, “come un relitto sulla spiaggia vuota, un corpicino soffice e leggero.... con quella sua grazia dolce”, indifeso come in un ritratto ineguagliabile che ha profondamente scosso l’indifferenza. E’ il dramma del nostro presente, tenebroso e forte, che, specie se riguarda i piccoli, teneri bambini, si fa insopportabile.

Allora mille domande s’affacciano alla coscienza sopita. Perchè? Quale relazione abbiamo smarrito? Di chi è la colpa? Della burocrazia che continua imperterrita il suo crudele itinerario di condannare a morte degli sconosciuti, rei di volersi salvare o la colpa è di quei temerari che affrontano senza mezzi e protezioni sufficienti una via così pericolosa? Aylan doveva andare nel Canada dove aveva dei parenti. E’ stato travolto insieme al padre ed alla madre, quando si è capovolto il gommone su cui s’erano imbarcati, sfuggendo all’abbraccio del padre che lo teneva stretto e che si è salvato. Il piccolo è stato strappato dalla furia delle onde assassine, nel mare dell’isola di Kos, in una solitudine immensa, che è quella di tutti noi in un mondo disumano.

La scrittrice si appella a quanti hanno conservato ancora memoria della tenerezza e degli affetti.
Svegliatevi, sembra dire, non è più tempo di guardare, ma di agire ed impedire che si compiano tante inspiegabili ingiustizie. Ritrovate la vostra dignità !

E’ un grido profondo di dolore e di commiserazione di donna e di testimone del suo tempo, come solo possono essere i grandi scrittori. Lo fa in nome non di una religione e di un dio misericordioso, come il Papa Francesco, ma in nome dell’amore la cui legge è antica, e che aveva finora tenuto in piedi quella parte di umanità nella quale ci siamo da tempo riconosciuti.

Gaetanina Sicari Ruffo
Da Reggio di Calabria

[1Un suo incontro con Roberto Cotroneo è previsto per il 23 maggio, a Milano, dopo la presentazione del docufilm: Io sono nata viaggiando


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