Altritaliani

La Festa mondiale del Libro. Una rosa per S.Giorgio.

giovedì 23 aprile 2015 di Carmelina Sicari

Il 23 aprile è la festa di S.Giorgio, il cavaliere soldato che uccise il drago e che è il protettore di tante città europee tra cui la mia, Reggio Calabria. Ma è anche la festa dall’Unesco dedicata al libro e al diritto d’autore.

E S.Giorgio che ti porta? Libri e versi.

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Festa di San Giorgio, Sicilia

La Giornata del libro che per il giorno di S.Giorgio si celebra in tutto il mondo con il patrocinio dell’Unesco, viene celebrata anche dall’Associazione Nuovo Umanesimo con lo scambio di versi e di libri, a Reggio. La data prescelta rappresenta un omaggio a tre fra i più grandi autori di tutti i tempi, la cui vita si spense proprio in quel giorno del 1616: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garcilaso de la Vega.

A Barcellona arriverà una nave carica, carica di poeti. Barcellona è la città adatta a questo, tutta orlature e leggerezza nei monumenti di Gaudy, con la statua di Colombo al termine delle ramblas sul mare e Colombo è l’eroe dell’avventura, del sogno, dell’esplorazione.
La manifestazione ha come titolo Una rosa per San Giorgio perchè secondo la leggenda dal sangue del drago fiorirono delle rose.

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Sant Jordi a Barcellona

Barcellona parla di don Chisciotte. Perchè?
E’ la città dell’utopia e don Chisciotte è per eccellenza l’eroe dell’utopia ma è anche colui che impazzisce per i libri.
Ha letto tanto che ha confuso la realtà con il sogno che essi i libri contengono. Anzi contengono ciascuno il sogno di un poeta, dell’autore e dunque moltiplicano all’infinito i sogni. Don Chisciotte intende viverli tutti.

Proviamo a vederne alcuni:

-“Nessun uomo deve essere in catene”, grida don Chisciotte alla vista della lunga fila di galeotti che si trascinano con i piedi incatenati.
E parte, lancia in resta, a liberarli.
Invano Sancho Pancha gli grida la realtà: -“Sono galeotti!”
Ecco che dal sangue del drago spunta la prima rosa: la libertà.

Perchè il drago, l’avrete già compreso, è il potere, è la realtà bruta, senza voli, senza pensiero, senza sentimento. Senza emozioni, meccanismo puro. E’ la necessità nuda e cruda.

La vicenda si sa come va a finire.
I galeotti fuggono e le guardie danno un carico di bastonate ai due, a don Chisciotte con il suo ideale di libertà e a Sancho Pancha che pure la realtà la vedeva.
Unamuno esclama a commento: -“Sublime”.
Dei due, di Sancho e don Chisciotte, chi vede davvero è proprio Don Chisciotte.

Ma anche nel più celebre episodio, quello dei mulini a vento, il vero veggente è don Chisciotte.
I mulini a vento gli sembrano giganti e corre a distruggerli con la conclusione che a essere semidistrutto è proprio lui.
Unamuno commenta: -“Lui solo vedeva il rischio di certe costruzioni tecniche”.

In effetti come noi.
Perchè abbiamo letto prima La capanna dello zio Tom e poi Il buio oltre la siepe, abbiamo pensato che la schiavitù fosse finita, definitivamente debellata. Così per il fatto che conosciamo l’esistenza della robotica crediamo che non vi sia nessun pericolo per noi.
Siamo stati smentiti e don Chisciotte pazzo per i libri è straordinariamente importante e necessario, oggi.

I giovani di Barcellona non molto tempo fa gridavano: -“Non toglieteci i sogni o non vi faremo dormire.”

Per questo dal sangue del drago continuano a fiorire tante rose

Carmelina Sicari
Reggio


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