Altritaliani

Mattarella: Il Presidente del Parlamento.

sabato 31 gennaio 2015 di Nicola Guarino

Sergio Mattarella con 665 voti è il nuovo presidente della repubblica. Popolare, cattolico, attualmente membro della Corte Costituzionale. Di lui si è detto che è un uomo dalla schiena dritta. Poco noto all’estero, ma un sicuro garante della Costituzione. Un siciliano schivo ma infaticabile. Un presidente che sarà una garanzia per il parlamento.

Sergio Mattarella è il dodicesimo presidente della Repubblica italiana. Eletto con 665 voti al quarto scrutinio. Una delle percentuali più alte ricevute da un presidente nelle elezioni parlamentari previste dalla nostra Costituzione. Siciliano, fratello di quel Piersanti, che da presidente della regione Sicilia, fu ucciso dalla mafia. Del nuovo Capo dello Stato si ricorda la legge elettorale che rese concreta la domanda di maggioritario che gli italiani avevano imposto con il referendum nei primi anni novanta e che il politologo Sartori con ironia chiamò “Mattarellum” e l’attesa legge che aboliva la leva militare obbligatoria. Due volte ministro, già docente universitario di diritto, è dal 2011 membro della Corte Costituzionale.

Un’elezione rapidissima e che non è risultata indolore, dati i malumori che si sono avuti a destra ed in particolare nel partito di Berlusconi. Indubbiamente, il fatto che il capo del governo sia anche segretario del PD ha determinato l’insolita circostanza che l’elezione del Presidente sia stata frutto dell’iniziativa politica del premier. Un successo per il premier.

Una straordinaria opera d’ingegneria politica, che dà la cifra delle capacità di Renzi. Fatti tutti i calcoli e capito che mai Berlusconi sacrificherebbe il “patto del Nazareno”, ha lanciato il nome di Mattarella, ricompattando cosi il suo partito, lacerato dall’azione di riforme non condivise dalla minoranza. Allo stesso tempo è riuscito a sparigliare una destra che tentava di ricomporsi con gli accordi per il Quirinale tra NCD e Forza Italia.

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Con due mosse Renzi mette sotto scacco Berlusconi, costretto ancora una volta all’angolo, riunisce e rafforza il PD, e costruisce efficienti maggioranze variabili. Quella di governo con Alfano, per le riforme con il “Patto del Nazareno” e quindi Berlusconi, e per l’elezione del presidente con la sinistra PD, i montiani e finanche SEL. Il tutto in fondo senza inganni e se ci si vuole tenere ai fatti, in assoluta trasparenza. C’è un solo aggettivo che qualifica tutto ciò: Geniale.

Non è facile immaginare che presidente sarà Mattarella. Dal 2008 è fuori dalla politica, uomo di carattere e di poche parole. E’ difficile prevedere, anche perché spesso nel corso di un settennato i presidenti hanno dato prova di caratteri ed azioni non sempre scontati (Cossiga fu eletto come una sorta di tranquillo notabile ed invece nella seconda parte del suo mandato divenne il ben noto picconatore, Scalfaro, un tenace conservatore e moralista, diverrà un presidente amatissimo dalla sinistra anche quella più estrema).

Certo si può considerare che la seconda repubblica è ormai alle nostre spalle e che il populismo e i partiti “liquidi” che ne sono stati il segno distintivo, sembrano essere sul viale del tramonto. Basti pensare al partito personale di Berlusconi, che appare sempre più ridimensionato, come confermano anche i sondaggi e allo stesso partito di Grillo, che anche in questa occasione ha palesato tutta la propria irrilevanza.

La sensazione è che la politica, malgrado sia sempre forte il disincanto popolare, stia ritrovando forza e spessore. Mattarella è uomo saldamente legato alla Costituzione e probabilmente sarà un garante del parlamento e delle sue prerogative, in una fase in cui proprio questa istituzione ha mostrato le sue difficoltà di rappresentanza e di esercizio delle funzioni venendo spesso ridimensionato dall’insistente ricorso allo strumento della decretazione del governo.

Un garante quindi del Parlamento. Una cosa significativa se si considera che sono al traguardo la riforma del Senato e la legge elettorale, che consentiranno al Capo dello Stato di esercitare, con ancora maggior forza, un bilanciamento tra esecutivo e potere legislativo. Il fatto che sia stato ministro per i rapporti con il Parlamento lo rende ben consapevole di come dopo l’Italicum, i rapporti governo e camere (considerando anche la riforma del Senato) potrebbero essere delicati.

Poco loquace abbiamo detto, ma Mattarella non sarà certo il notaio che molti si aspettano, colui che dovrà solo sancire e promulgare le leggi. E’ un uomo che sa dire no, come nel 1980 quando in disaccordo con la legge Mammi, che aprirà la strada delle telecomunicazioni a Berlusconi, preferì dimettersi e lasciare il governo Andreotti.

Non sarà un uomo comodo e forse non avrà la popolarità di un Pertini, di un Ciampi o dello stesso Napolitano. Certamente sarà persona con meno impeto, ma con grande capacità di riflessione, e non mancherà di esercitare lo strumento della consultazione; sarà attivo e presente.

Penso che potrebbe favorire il riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni, ridandone dignità, favorendo la fine dell’improvvisazione politica della seconda repubblica, rendendo ruolo e peso al parlamento con l’auspicio che la politica evolva verso l’alto il proprio linguaggio e le proprie aspirazioni e che si responsabilizzi a partire dalla selezione della propria classe.

Nel proporlo Renzi ha guardato lontano, da vero politico, non ha cercato l’ipotesi più semplice e funzionale agli interessi attuali del governo. Ha puntato su un nome che deve avere respiro per sette anni, mentre l’economia sembra (dopo il rapporto Confindustria e i recenti dati ISTAT) finalmente in ripresa e la politica sta costruendo i suoi nuovi assetti. Il fatto stesso che il parlamento sia stato capace di scegliere e rapidamente, mentre appena due anni fa si era costretti a chiedere un nuovo sacrificio all’ottantasettenne Napolitano, è il segno che l’Italia è sulla strada della normalità istituzionale e forse, come detto, sociale. L’Italia sta davvero voltando pagina e questa, dopo l’elezione di Mattarella, è la seconda buona notizia.

Nicola Guarino


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