Altritaliani

Una decade terribile, la prima del 2015

lunedì 12 gennaio 2015 di Armando Lostaglio

Dieci giorni terribili i primi dell’anno. Un 2015 apertosi con fuochi e morte, altro che botti di fine anno. La perdita di un artista come Pino Daniele e poi le stragi di Parigi. La morte in diretta, incubo che diventa realtà; follia e una grande risposta della comunità francese tutta, ad urlare il diritto di essere uomini liberi, contro ogni barbarie, contro chi uccide bambine imbottendole di bombe per far saltare in aria altri uomini innocenti.

No, la violenza non vincerà … è questa la risposta di una Francia ferita nel profondo ma non piegata. Insegniamo il rispetto della propria appartenenza sia essa etnica sia religiosa sia culturale a chi non ha avuto come noi il Rinascimento né l’Illuminismo, né la Rivoluzione francese, né quella tecnica ed industriale; a chi ha vissuto per generazioni nei deserti di sabbia e povertà, cui è stata imposta la teocrazia e la barbarie verso gli altri come unica religione. Abbiamo il dovere di farlo, per le generazioni a venire, per una civile convivenza, per la pace che l’Europa, dopo la seconda guerra mondiale, ha saputo donare alle generazioni future, a noi e ai figli che studiano e sanno imporsi in nome di una cultura della convivenza e della libertà espressiva. Libertà che va difesa ma che non diventi mai oltraggio verso altri.

Un 2015 apertosi con la perdita di registi come Francesco Rosi, un pilastro del cinema di denuncia civile. Un gigante, anch’egli, come Daniele, figlio di una Napoli spesso umiliata. E altra perdita del cinema è quella di Anita Ekberg, simbolo di un cinema che non c’è più, di Fellini e dell’esperienza onirica più avvincente che ha attraversato decenni e generazioni dopo “La dolce vita”.

Una decade terribile la prima del 2015: ma per fortuna uno spiraglio sul mondo del lavoro si è aperto, e non solo per il Sud e per l’Italia, quanto per la prospettiva che la ripresa economica può dischiudere ed ampliarsi in un indotto anche culturale: Marchionne annuncia che alla Fiat Sata di Melfi (in Basilicata) saranno assunti 1500 nuovi addetti, con rientro di dipendenti in cassa integrazione; e questo grazie alla domanda crescente sul mercato di Jeep Renegade e 500 X.
Una salutare boccata d’ossigeno, più aperta di quanto possa esprimere la decisione industriale.

Una nuova luce si aprirà dunque? Nel segno di quel verso bellissimo di Albert Camus che recita:
Nella profondità dell’inverno ho imparato che dentro di me c’è una estate invincibile”.

Armando Lostaglio


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