Altritaliani

Giuseppe Lione al Gran Caffè Napoli Spagnuolo

venerdì 29 agosto 2014 di Raffaele Bussi

Ritorna nella sua terra con una personale, il pittore stabiese Giuseppe Lione un macchiaiolo che ha saputo farsi apprezzare nelle importanti vetrine di arte europee a partire da Parigi.

Successo di critica e di pubblico ha accolto la personale di Giuseppe Lione alla Sala Enrico De Nicola del Gran Caffè Napoli Spagnuolo di Castellammare di Stabia.

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Paesaggista di inconfondibile talento con uno stile pittorico tutto personale, l’artista stabiese, stabilitosi da alcuni anni nell’entroterra dell’antico ager, tranquillo e sereno approdo per la sua incessante attività, conferma ancora una volta con questa personale la sua capacità di leggere ed interpretare il paesaggio con ampiezza della tavolozza dove a predominare sono non solo il bianco, difficile da adoperare, ma le varie gradazioni del bleu, dell’azzurro, del celeste, quel coacervo di tonalità e gradazioni del Mediterraneo che copula con disinvoltura, quasi a dare la sensazione della maniacalità, a favorire la lettura dell’incanto del mare attraversato da Ulisse non solo, ma da esperti naviganti che da Venezia e Genova e dall’estremo medio-oriente lo hanno solcato per i loro remunerativi traffici.

Lione vanta presenze significative in Europa, soprattutto a Parigi, ed in Italia dove a Milano ha vinto il il Gran Trofeo Malatestiano.

Un artista di chiara impronta macchiaiola, a parere di Bruno Cosignani, dotato di un eccellente colore e di una sicura impostazione compositiva. Immagini di un forte realismo che connotano le sue opere, dove gli ambienti vengono interpretati con grande sicurezza nella distribuzione dei volumi. A conferma della nostra lettura, il giudizio di Angelo lo Faro il quale afferma che la pittura di Giuseppe Lione ti trasporta alle origini, ad una vita arcaica ricca di poesia con quel mare senza infinito e con quelle colline verdeggianti (proprio a ridosso del mare) che ricordano scenari che lasciano riflettere nello specchio d’acqua sottostante una flora d’impareggiabile bellezza.

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Opera di Giuseppe Lione

A conferma di questo mondo arcaico che sopravvive al tempo moderno, Lione s’inoltra con la sua tavolozza nell’entroterra di questa terra magica, a risuscitare antichi casali, costruzioni dai muri sbiancati dal tempi, strade, stradine, vicoli ed anfratti dove c’era spazio per mestieri antichi e nobili che la modernità a cancellato con un colpo di spugna e che ancora oggi potrebbero assicurare ad una economia asfittica un contributo economico rilevante per sbarcare il quotidiano lunario ad una generazione che ha perso, o non ha mai posseduto la bussola esistenziale.

Raffaele Bussi


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