Altritaliani

“Patria senza padri” di Massimo Recalcati: si auspica il ritorno del Padre.

mercoledì 25 giugno 2014 di Gaetanina Sicari Ruffo

Nel pieno di una società, quell’attuale, rosa dal confronto generazionale, ecco arrivare un interessante libro dello psicologo italiano Massimo Recalcati: “Patria senza padri - psicopatologia della politica italiana”, che confronta attraverso i miti il rapporto padri e figli essenziali per l’evoluzione del mondo. Se i giovani (i figli) faticano a diventare protagonisti del loro tempo, gli anziani (i padri) sono in piena crisi d’identità. Ma non siamo pessimisti.

La chiave di volta per trovare la soluzione alla crisi del mondo contemporaneo è il ritorno del Padre. Nessuna diagnosi sociologica, condotta secondo i consueti parametri, se non confortata dalla psicanalisi e dalla filosofia odierne che si sono rivelate vitali, potrebbe meglio riuscire a vedere con trasparenza il baratro nel quale stiamo sprofondando ogni giorno, fatto di violenze inspiegabili che generano nei cittadini angoscia e smarrimenti.

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Massimo Recalcati

L’auspicio è espresso da Massimo Recalcati, psicoanalista di Milano, grande esponente del Lacanismo in Italia, membro di Alipsi (Associazione Lacaniana italiana di psicanalisi) e di Espace Analytique, direttore scientifico della Scuola di specializzazione in Psicoterapia IRPA (Istituto Ricerca Psicanalitica Applicata), un’autorità nel modo di saper interpretare l’intuizione del grande psicanalista francese Jacques Lacan (1901-1981) che, anni dopo Freud, fondò, nel 1963, l’École Freudienne de Paris ed ebbe come organo la rivista “Scilicet”.
Lacan svolse un ruolo di mediatore tra la vecchia psicanalisi freudiana che superò e l’antropologia strutturale di De Saussure e la linguistica di C. Lévy Strauss, arrivando a formulare non solo una terapia più efficace nell’analisi, ma pure la ricerca d’una verità conoscitiva più profonda, destinata ad integrarla.

Massimo Recalcati insegna pure all’Università di Pavia Psicopatologia del comportamento alimentare, un disturbo psicosomatico che affligge molte persone e che ha la sua radice nell’inconscio. Cura le malattie della psiche che hanno rispondenza con il mondo sociale. Numerosi suoi saggi: spaziano dai temi sui meccanismi della psiche, ai fermenti del sociale, dalla politica, ai fenomeni di massa, al rapido trasformismo che è intervenuto nel mondo contemporaneo. La prima certezza ch’egli ha fatto sua è che Lacan non sia solo di moda, come si diceva intorno agli anni settanta, ma addirittura “attuale”.

Patria senza Padri

In un suo saggio-intervista molto apprezzato dal grande pubblico: Patria senza Padri, edito da minimum fax, è contenuta una forte critica alla società contemporanea che ha perduto la figura del padre, cioè la guida al rispetto delle regole e delle leggi in generale e che fa spazio ai populismi ed alla corruzione. Da interpretare come grande icona simbolica, l’immagine del Padre si configura nella tutela del diritto e nel monito ad un’educazione che dovrebbe restare dentro certi limiti.
E’ collegato a questa riflessione il grande mito di Telemaco e d’Ulisse nell’Odissea con l’encomiabile ricerca iniziale del figlio (detta Telemachia) che viaggia per avere notizie del padre e cercare di liberare col suo aiuto la sua casa dai tracotanti Proci che scialacquano le sostanze e gli insidiano la madre.

Il mito di Telemaco è diverso da quello di Edipo, quasi opposto, perché luminoso e non inquietante, per questo viene assunto come emblema d’una condizione esistenziale in fieri.
Dentro il racconto d’una realtà che appare obliosa e ferma ad una serie di ingiustizie umane e divine, scatta la salvezza per opera del padre e del figlio che s’incontrano ed insieme concertano il trionfo della giustizia.
Come bene si può intendere, c’è uno scarto di ruolo rispetto alla parabola evangelica del Figliol prodigo. In essa il ritorno del figlio pentito, accolto dall’abbraccio del padre, è ricondotto al tema del perdono cristiano; nella storia dell’Odissea, il ritorno del padre, smarrito sulle onde d’un mare ostile è collegato alla ricomposizione della famiglia. Questa idea è assunta come metafora dell’andamento attuale della società che dovrebbe, secondo il filosofo, ritrovare il senso di solidarietà, il rispetto per leggi ordinatrici, il ripristino della razionalità contro le pulsioni istintuali che invitano a seguire ordinamenti ad personam. Oggi la vecchia e la nuova generazione devono incontrarsi e collaborare. E’ finito il tempo del loro scontro e dei loro contrasti.

I vecchi invece sembrano assimilati ai giovani e si comportano seguendo i loro costumi sfrenati, non trasmettono più saggezza, parola ormai desueta, fuori dal vocabolario del linguaggio comune. Tutto è lecito sia agli uni che agli altri. La dissoluzione ha bruciato il senso del sacrificio e della rinunzia. Ogni confine è saltato. Il Novecento, secolo che s’era aperto con il miraggio di ex-sistere, cioè cancellare la tradizione, facendo a meno del padre e di Dio (Dio è morto, lo slogan preferito per vivere in diretta autonomia la libertà dell’io), ha compiuto la sua parabola e dimostra il suo scacco. Ma Nietzsche diceva pure che la saggezza più grande d’un padre è “saper tramontare”, cioè accettare i segni del tempo e permettere al figlio di subentrargli, ma dopo aver riconquistato nel suo animo la conoscenza che è la sua eredità.

Porre al centro dell’attenzione dunque il lascito di Lacan significa per Recalcati, recuperare la lezione di Freud sull’inconscio, ma non uccidere il padre nella coscienza del figlio, recuperarlo invece, dopo un distacco talvolta necessario per favorirne la crescita: i figli bisogna lasciarli andare come Abramo nel deserto, perché si sentano meritevoli d’essere suoi eredi. Occorre incontrare il padre per arricchirsene, non per sentirsi come una clonazione da lui derivante, ma come una vitalità che s’innesta sull’io e lo rinvigorisce. La frattura che segna il tempo attuale potrà così essere sanata e la violenza scongiurata.

Molto forte appare l’affresco della sfrenatezza dei costumi odierni, applicato anche alla politica ed agli altri settori sociali, “perché ciò che è individuale è anche sociale” ed un profondo legame unisce l’ambito esterno all’interiorità dell’individuo, così come l’anima, legata al corpo, lo condiziona. Non si può dividere con un taglio netto la vita pubblica da quella privata, l’una è l’interfaccia dell’altra e dalla loro conciliazione dipende la doppia salute, fisica e mentale di ciascuno di noi.

Oltre la rottamazione

Sarà un caso che il Presidente del Consiglio Renzi abbia da poco pubblicato un libro, edito da Mondadori, che s’intitola: Oltre la rottamazione con il sottotitolo che l’accompagna: Nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare? O piuttosto è la convinzione che si è fatta strada che sia arrivato il momento di favorire la crescita di responsabilità per riportare nella comunità tutte le condizioni d’un vivere civile che altrimenti rischia di finire?
Queste le parole che nella premessa del saggio di Renzi richiamano la speranza : E’ il momento di andare oltre. Oltre la rottamazione di una classe politica che ha sprecato la propria opportunità di cambiare le cose. Questo libro è il manifesto politico di una bella Italia che parla di lavoro, di politica e di futuro.
Abbiamo fiducia che tutto ciò si potrà con l’impegno realizzare.
Ogni sforzo sarà allora inscritto nella rubrica dell’inizio di un autentico rinnovamento.

Gaetanina Sicari Ruffo

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Per saperne di più:

- Presentazione dell’editore:

“Patria senza padri - psicopatologia della politica italiana”.
di Massimo Recalcati
Libro-intervista curato da Christian Raimo.
ed. Minimum fax.

La crisi dei partiti, la sfiducia verso le istituzioni e l’ascesa deinuovi populismi; una precarietà sempre più opprimente; il malessere diffuso che dà luogo ad apatia o a violenza incontrollata; le dimissioni di un pontefice e l’attardarsi al potere di una classe dirigente incapace di crearsi degli eredi: questi sono i fenomeni che si intrecciano nell’Italia degli ultimi anni, creando una situazione di instabilità profonda, difficile da interpretare e quindi da risolvere. In questo libro-intervista, uno dei più stimati psicoanalisti italiani di oggi propone una lettura della nostra vita politica e più in generale collettiva attraverso le categorie su cui basa da sempre il suo lavoro di ricerca e la sua pratica clinica: il desiderio e la Legge, il rapporto con l’Altro, il narcisismo, la dinamica del conflitto, la relazione fra padri e figli. È un percorso originale e affascinante che ci porta – superando le facili interpretazioni di giornalisti, politologi, sociologi – a capire non solo cosa accade davvero nella mente degli italiani (e di chi dovrebbe governarli), ma anche da dove possono ripartire un dibattito e un’attività pubblica psicologicamente sani, liberi da logoranti perversioni e fatti di responsabilità, testimonianza, coraggio.


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