Altritaliani
Litteratura e lingua

La Rabatana di Tursi si apre al cielo dove Albino Pierro infonde calore e pudore.

lunedì 5 maggio 2014 di Armando Lostaglio

Tursi, uno dei borghi più belli della Basilicata, è famoso per il suo quartiere arabo, la Rabatana, antica città fortificata anche conosciuta come la "Tana degli Arabi". E’ il luogo natio fonte d’ispirazione per la lirica di Albino Pierro, celebre poeta del Novecento (1916 - Roma 1995), noto per la sua svolta dialettale e più volte candidato al Nobel per la letteratura.

«Quella di Tursi, il mio paese in provincia di Matera,
era una delle tante parlate destinate a scomparire.
Ho dovuto cercare il modo di fissare sulla carta i suoni della mia gente.
»
(Albino Pierro, ’A terra d’u ricorde )

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Albino Pierro

Le pietre, le case, i vicoli raccontano una storia lunga, che viene da lontano.
La Rabatana è il luogo aperto al cielo, che domina più a valle le case ben disposte di Tursi. E’ qui che riecheggia quel suono, la musica di una lingua che è più di una lingua. I versi di Albino PIERRO si toccano fra le case di pietra e si aggirano nel l’aria come le nuvole. Si compongono e si scompongono in esse per dare corpo ad una storia di uomini venuti da lontano, un vento leggero che spira dal mare e che a Tursi ha trovato rifugio.

Questo luogo ondeggia di poesia, risuona nelle acque del Sinni, e fa della vita, dei suoi anfratti e dei suoi inesplicabili misteri, un unicum di bellezza e di tristezza ad un tempo. Come lo scenario che si domina dal castello di Isabella MORRA, solo poco più in là, e le valli arse dal sole d’estate che la Rabatana fa sue al benché minimo sguardo.

Tursi accoglie in sé la dolcezza della vita, che risente del senso del mare e del fiume, della collina e della pianura; a volte sembra che non ci sia luogo più ameno per assaporarne i profumi. Mentre il fiume si versa nello Jonio vicino, la voce del padre-poeta è lì a ricordarci la vitalità, la tolleranza, la temperanza: e ci torna in mente la voce rauca di Giuseppe UNGARETTI quando in televisione (quella in bianco e nero) ci leggeva il mito di ULISSE. Un secolo fa.

Come quella lingua che appartiene a tutti, anche quella di Pierro riesce ad infondere calore e pudore, senso di appartenenza ed apertura all’Altro, amore per la terra e bisogno di scoprire l’Altrove.

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La Rabatana di Tursi

Questo a Tursi si può ancora trovare e leggere in una calda estate, a primavera come in autunno, al cospetto dell’universo interiore che la poesia del luogo - solo la poesia - sa celebrare.

Così Albino Pierro:

Cchi ci arrivè a la Ravatène
si nghiànete ’a pitrizze
ca pàrete na schèhe appuntillète
a na timpa sciullète...

Leggi la poesia completa in versione dialettale e in italiano QUI:
http://www.giuseppecirigliano.it/ravatena.html

Armando Lostaglio

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