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Il tesoro di San Gennaro da scoprire a Parigi al museo Maillol

mercoledì 30 aprile 2014 di Valentina Rubino

In mostra a Parigi, fino al 20 luglio 2014, non solo “Il tesoro di Napoli” e i gioielli del suo Santo protettore, ma anche la straordinaria storia della fede di un popolo e di una città.

San Gennaro e Napoli, Napoli e San Gennaro, un binomio indissociabile che genera una sedimentazione spirituale e culturale senza uguali al mondo. Non a caso l’esposizione di Parigi è intitolata «Il tesoro di Napoli».

E’ la prima volta che il tesoro di San Gennaro lascia Napoli per essere esposto, dopo Roma, a Parigi e il direttore del Museo del Tesoro, Paolo Iorio, sta già pensando di farlo conoscere a tutto il mondo organizzando le prossime esposizioni in Belgio, San Pietroburgo, Chicago.

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San Gennaro (Saint Janvier)

L’esposizione rivela la storia di San Gennaro, vescovo di Benevento e morto martire verso il 305 sotto il regno di Diocleziano.
Gennaro è stato decapitato ai piedi della Solfatara, un vulcano ancora attivo vicino Pozzuoli e Napoli, nei campi Flegrei, ed è in questo luogo che si sviluppa la storia mitica del santo.

San Gennaro è scelto immediatamente dai napoletani come santo protettore della città contro le catastrofi naturali e la violenza distruttrice del Vesuvio.
Dal giorno del suo martirio, tra storia e legenda, il sangue del santo si scioglie tre volte l’anno: il sabato che precede le prima domenica di maggio, giorno in cui si commemora la traslazione del corpo da Fuorigrotta alle catacombe di Capodimonte all’inizio del III secolo d. C.; il 19 settembre giorno in cui si commemora il suo martirio e il 16 dicembre anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631 che ha fatto 4000 morti ma ha risparmiato la città di Napoli.

Nel corso del tempo il culto di San Gennaro non ha smesso di propagarsi ed è grazie a questo culto, alla devozione dei napoletani e delle ricche famiglie europee che il tesoro si è costituito.

Nessuna altra città ha saputo creare un legame tanto particolare e unico come Napoli. Questo legame dimora intatto, profondo, immutabile, testimoniato dal contratto che i napoletani stessi hanno realizzato con il santo nel 1527 in presenza di un notaio e di cui si può vedere nell’esposizione un fac simile, alla creazione della Deputazione nel 1601 composta da 12 membri della città e che rappresenta i cittadini napoletani.

Quest’ultima è un’istituzione laica che gestisce il tesoro, e che ha provveduto, nel corso dei secoli, a costruire la cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli e a commissionare la straordinaria Mitra del santo.

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La mitra di San Gennaro

Essa costituisce un unicum dell’arte orafa napoletana, la straordinaria abilità dell’orafo nell’utilizzare più di 3000 diamanti, 198 smeraldi e 168 rubini. La Deputazione ha altresì contribuito a commissionare oggetti liturgici e a supervisionare il lavoro di artisti, raccogliendo i preziosi doni offerti da papi, imperatori, re e regine d’Europa ma anche di persone del popolo.

L’evento, sicuramente più importante, è la liquefazione del sangue, come evocato precedentemente, ricco di momenti lirici e di passione.

In ogni istante il culto di San Gennaro è legato alla storia della città al punto che si è stabilita una forte identificazione tra il santo patrono e le pulsioni psicologiche di un popolo periodicamente minacciato dalle catastrofi naturali e dagli avvenimenti storici, una manifestazione di religiosità popolare senza uguali.

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Particolare della collana di San Gennaro

Il tesoro di San Gennaro è pervenuto intatto fino ai nostri giorni, non ha mai subito spoliazioni, per la sua ricchezza e il suo valore gli specialisti lo considerano più importante del tesoro della corona d’Inghilterra e degli zar di Russia e costituisce uno dei tesori più importanti al mondo.

L’esposizione è visitabile tutti i giorni dalle 10h30 alle 19h, notturno venerdì fino alle 21h30.

Valentina Rubino

ARTICOLO CORRELATO:
Il tesoro di Napoli: San Gennaro. La mostra di Roma, di Mario Carillo per Altritaliani

MUSÉE MAILLOL - FONDATION DINA VIERNY
59-61, rue de Grenelle 75007 Paris
Métro : Rue du Bac Bus : n° 63, 68, 69, 83, 84
http://www.museemaillol.com/

Per informazioni sulle visite guidate e gli atelier per bambini, gli interessati possono contattare direttamente il museo Maillol.
Gli ateliers per bambini si svolgono solo il sabato alle 11.00 e alle 14.30 e durano 1 ora 30.
Per le prenotazioni contattare enfants@museemaillol.com


Per le visite guidate severinelambert@museemaillol.com

Qualora qualcuno fosse interessato a seguire delle visite guidate private, in italiano o in francese, può contattare l’autrice dell’articolo cliccando sul suo nome d’autore (QUI), oppure tramite redazione@altritaliani.net

Valentina Rubino, giovane italiana residente a Parigi, lavora come guida al Museo del Louvre e al Museo Maillol.


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