Altritaliani

Arturo Izzo

giovedì 25 giugno 2009

E’ a Roma, nel 1969, che Arturo Izzo incontra Mario Dondero. Il suo quieto ed essenziale modo di vivere la fotografia, costituiscono spinta ad approfondire l’uso dell’immagine fotografica, in un suo personale percorso fra comunicazione ed espressività. Prosegue poi la sua ricerca sull’uso del linguaggio delle immagini.

Presentazione

Quando le architetture del paesaggio incontrano quelle della memoria, l’occhio del fotografo ha una chance in più: un interstizio sottile nel quale entrare con discrezione, lasciandosi “impressionare” con facilità. Nelle opere di Arturo Izzo il linguaggio della memoria é fatto di “reimpieghi”, come quelli sulla facciata di una chiesa romanica, come quelli su un territorio sedotto e abbandonato dalle antiche lusinghe di un tempo glorioso.
C’é un’onestà nelle geometrie di questi paesaggi svelata e rivelata dalla fotografia di Izzo, dettaglio che si fa locomotiva di un racconto lento e quotidiano, che affonda le sue radici nella storia di questa terra. E proprio i “tagli” di questa terra, quelli delle vigne, degli ulivi, delle cortecce rugose degli alberi, delle architetture e della gente, ben si fondono con quelli della fotografia, per sua natura la più selettiva e intransigente tra le arti.
Storia dell’arte fatta dalle cose, avrebbe detto Kluber, poesia del dettaglio ci dimostra Arturo Izzo.

Barbara Musetti

1975/76 - Invitato da Elisa Vincitorio, partecipa alla Biennale di Venezia con audiovisivi sperimentali incentrati sul corpo come strumento espressivo, realizzati con insegnanti e alunni di diverse scuole della provincia di Milano
1977 - Nella formazione degli insegnanti delle 150 Ore ( provincia di Milano) realizza con insegnanti e studenti del Modulo di Seveso, audiovisivi sul vissuto dell’immigrazione e sull’evento Icmesa (diossina)
1978 - Realizza per la Regione Lombardia un documentario su salute e disagio; con Duccio Demetrio (Società Umanitaria Milano) conduce seminari sull’interazione fra linguaggio dell’immagine e linguaggio verbale. Svolge per la Regione Lombardia una ricerca sull’alfabetizzazione iconica; nello stesso anno inizia la sua lunga e intensa collaborazione con Laura Conti realizzando la collana di documentari: “Le risorse dell’ambiente” per conto di Lega Ambiente e del Ministero dell’ Ambiente.
1979 - pubblica su Palomar, quaderni di Portovenere, il breve saggio:”l’immagine non parla da sola”
1985 - per l’Amministrazione provinciale della Spezia realizza Con Laura Conti il documentario “Dove i vigneti sostengono la costa, l’Area protetta delle Cinque Terre”
1987/88 - realizza con la Soprintendenza Archeologica della Liguria il documentario: “La brillante sorella del sole” (Luni colonia romana) e “Nel grembo del rifluente Oceano” . Realizza le immagini del volume: Tramonti – Sagep Editore. Genova
1988 - presentazione di Laura Conti.
1987 - realizza inoltre: “L’aspra mia terra azzurra; gli anni giovanili del poeta CeccardoRoccatagliata Ceccardi


Portfolio

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