Altritaliani
Arte: Una corrente artistica italiana affine ai Macchiaioli

La scuola di Resina in mostra al Pio Monte della Misercordia di Napoli

Fino al 30 giugno 2013
lunedì 8 aprile 2013 di Violetta Luongo

Paesaggi rurali immersi in un’atmosfera tersa e limpida, vedute urbane il cui impatto impressionistico è tipico dello studio dal vero, e guizzi di luce pura, sono i capolavori di Marco de Gregorio, Federico Rossano, Giuseppe De Nittis e il toscano Adriano Cecioni, protagonisti della Scuola di Resina in mostra, fino al 30 giugno 2013, al Pio Monte della Misericordia a Napoli.

Sede prestigiosa con la Chiesa e l’appartamento storico della Quadreria che custodiscono una delle più importanti raccolte private italiane aperte al pubblico, con capolavori di Caravaggio, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, De Mura, Ribera, Stanzione e altre opere dal Cinquecento all’Ottocento. Al fascino di Pio Monte della Misericordia non ha resistito neanche il regista italo americano John Turturro che per girare alcune scene del suo film-documentario: Passione, ha scelto proprio la Chiesa in cui Fausto Cigliano canta “Catarì”, emozionante la scena e in perfetta sintonia con le sensazioni che suscita la vista, di fronte al cantante, dell’opera, “Le sette opere di misericordia” di Caravaggio.

La mostra della Scuola di Resina propone una ricercata selezione di dipinti, in prestito dalle collezioni pubbliche e private italiane, che ricostruiscono una delle più felici esperienze artistiche della pittura di paesaggio napoletano dell’Ottocento. L’esposizione intende restituire alla dovuta attenzione del grande pubblico, il sodalizio che nasce a Resina nel 1866 e che si affianca all’altro grande movimento della “Scuola di Posillipo”.

Per Scuola di Resina si intende una corrente artistica italiana sviluppatasi sul tema del verismo, affine alla corrente dei Macchiaioli. Il gruppo di pittori si riuniva presso Resina, località oggi inglobata nel comune di Ercolano e a Portici, dal 1863 al 1867, cioè dall’arrivo a Napoli di Adriano Cecioni, fino alla partenza di Giuseppe De Nittis per Parigi.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il PSAE e per il Polo Museale Napoletano, e la Provincia di Napoli, comprende 30 dipinti, tra cui alcuni inediti, che ben rappresentano uno dei momenti più fertili di studio paesaggistico e rurale dell’Ottocento napoletano. Il paesaggio è analizzato e scrutato, come per i capolavori della Scuola di Posillipo, in modo rigorosamente dal vero, facendo emergere la dimensione umana e rurale, con la ricchezza o la miseria dei suoi borghi e delle contrade, puntando sull’osservazione delle attività della vita quotidiana fatta di abitudini e costumi, osservando piccoli centri e isolati sobborghi ma anche comunità attive nelle vicinanze del mare.

Chiaro è il confronto con i Macchiaioli toscani, i quali sostenevano che l’immagine dal vero era frutto di un contrasto chiaroscurale tra luci e ombre e macchie di colore, ottenuto tramite una tecnica chiamata dello “specchio nero”: uno specchio annerito col fumo permetteva di esaltare ed esasperare i contrasti chiaroscurali all’interno del dipinto. Fondamentale era eseguire l’opera all’aria aperta captando e catturando tutte quelle vibrazioni e quelle mutevoli sfumature della luce.

E sono proprio i Macchiaioli a sbarcare a Parigi, a distanza di trent’anni dalla famosa rassegna del 1978 al Grand Palais. Ospitati dal 9 aprile al 22 luglio al Museo dell’Orangerie, somma istituzione culturale nei giardini delle Tuileries che custodisce i murales delle ninfee di Monet, definita la Cappella Sistina dell’Impressionismo. È un autentico evento che mette a confronto l’Italia e la Francia, i Macchiaioli e gli Impressionisti. Data da segnare subito in agenda, per gli appassionati d’arte.

In realtà, i Macchiaioli dal punto di vista cronologico precedettero l’Impressionismo, il quale tuttavia fu fucina di grandissime personalità artistiche, tali da sovrastare qualsiasi movimento coevo. Certamente i Macchiaioli derivarono molti spunti e sollecitazioni dall’arte di Parigi, ma conservarono sempre profonde radici italiane ed una propria originalità stilistica. Alcuni artisti da Firenze, città nella quale avevano aderito alla scuola dei Macchiaioli, si stabilirono in Francia, trasformandosi in parigini a tutti gli effetti, ma portando con sé a Parigi la tradizione del gruppo fiorentino. Un esempio è proprio l’esponente della Scuola di Resina, Giuseppe De Nittis, pugliese di nascita, che si trasferì a Parigi nel 1867, e riuscì, sviluppando il suo talento già espresso nelle vedute napoletane, ad allineare il suo stile alla mondanità e al gusto per l’eleganza tipicamente parigino.

Violetta Luongo

Mostra La Scuola di Resina
Pio Monte della Misericordia
Via dei Tribunali, 253 80139 Napoli, Italie
+39 081 446944
http://www.piomontedellamisericordia.it/


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