Altritaliani
Primarie 2012. Rottamatori e rottamati.

Lettera aperta al sindaco Matteo Renzi, Firenze.

domenica 28 ottobre 2012 di Alberto Toscano

Egregio signor sindaco Matteo Renzi,

Le scrivo col rispetto che un pensionato (pensionato piuttosto attivo, ma pur sempre pensionato) deve a chi, come Lei, esprime il Nuovo che avanza, il Soldellavvenire made in Google e l’effervescenza del pensiero politico postindustriale.

Sono stato per un certo numero d’anni militante di un partito che non c’è più. Un partito in cui (mi scusi se La scandalizzo) gli anziani - fossero semplici iscritti o quadri dirigenti - godevano di uno straordinario rispetto. Pensi che nella mia sezione del quartiere di San Rocco, alla periferia operaia di Novara, avevo il vezzo assurdo di farmi raccontare da un ferroviere in pensione le lotte di vent’anni prima. La mia perversione retrò si è spinta fino a provare piacere nell’ascoltare la testimonianza di chi era stato partigiano sulle nostre montagne dell’Ossola e del Vergante. Quando sono stato eletto nel consiglio di quartiere a San Rocco (la sola volta in vita mia in cui sono stato eletto a una carica politica) sono stato felice nel vedere le persone più mature assumere responsabilità a «detrimento» di noi ventenni o trentenni. Erano gli anni Settanta e nessuno si sognava di utilizzare la parola «rottamazione» per umiliare e rimpiazzare i compagni di partito. Altri tempi, dirà Lei. Sì che erano altri tempi. La prego solo di spiegarmi in che cosa certi comportamenti di oggi sono migliori.

Ancora un piccolo cenno personale, se Lei signor sindaco me lo permette. In tutte le stagioni della mia vita ho sempre pensato di avere molto da imparare da coloro che avevano più esperienza di me. Questo mi ha permesso di incontrare – per ragioni professionali o per semplice curiosità - persone arcinote e altre totalmente sconosciute, che mi hanno comunicato esperienze ancora presenti nella mia memoria. Non volendo annoiarla con questi racconti da «has been», chiudo qui il mio messaggino.

Mi resta solo un dubbio. Se lei – a seguito delle imminenti primarie – diventasse segretario del Partito Democratico, proverebbe imbarazzo nell’accettare il mio voto in occasione delle politiche del prossimo aprile? Forse, per farLe piacere, sarebbe meglio che io e i miei coetanei facessimo, con mano tremante, una croce sulla casella del Partito dei Pensionati. O se creassimo il PIS, Partito italiano dei Sessantenni, pronto ad allearsi col MAG, Movimento degli anziani in genere, nel contesto della coalizione denominata FIR, Fronte italiano dei Rottami.
Con i miei più rispettosi saluti.

Alberto Toscano

PS. La prego, signor sindaco, di notare che le mie osservazioni non hanno nulla a che vedere con le sguaiate critiche anti-fiorantine del dott. Tuvoffalamericano Marchionne. A differenza di lui, sono fiero di amare Firenze. Quando mi è capitato d’essere giovane, ho passato, in un lontano inverno 1966-1967, le vacanze di Natale a spalare il fango dalle parti di Palazzo vecchio (che certo Lei non mancherà di ribattezzare ben presto Palazzo nuovo).

Alberto TOSCANO è giornalista e scrittore italiano a Parigi dal 1986, collaboratore di diversi media italiani e francesi. Ex presidente della Associazione della Stampa estera in Francia, è attualmente presidente del Club della stampa europea di Parigi.
Il suo ultimo libro: «Ces gaffeurs qui nous gouvernent», Fayard, 2011.


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