Altritaliani
Un grido dal Lazio: Fuori la corruzione dalla politica!

Polverini 2. Quelli che... restano.

sabato 22 settembre 2012 di Marina Mancini

Che altro deve accadere nel Lazio e in Italia? Siamo passati dal bunga bunga alle feste buzzurre dei "nipotini" di Berlusconi. Anche se una buona parte d’italiani ha sbagliato a credergli, l’Italia è un paese serio e la sua storia merita di più di un Berlusconi o della company della Polverini.

E non se ne va!

Io non ci credo, è uno scherzo, mi trovo in un incubo dove i ladri e mascalzoni rubano e reclamano il diritto di farlo e lo rivendicano con orgoglio, dall’altra parte è il loro mestiere non sanno fare altro, che ingenua che sono.

Io non ci credo, vengono fuori dall’inchiesta numeri che hanno dell’incredibile, sbircio con l’occhio che trema per l’indignazione tra i quotidiani, in due anni il governissimo della regione lazio si è pappato 30 milioni di soldi nostri, con l’avvallo e l’occhiolino malizioso della Polveretta, e in due anni e cinque delibere il sacco è compiuto.

Dal 2010, anno dell’insediamento della compagnia dei magnaccioni, ad oggi, quel milione di euro annui destinato al "funzionamento dei gruppi”, deliberato dall’allora giunta Marazzo, è lievitato come la farina, come la bile nel mio stomaco in questi giorni, a 14 milioni annui. ( fonte Repubblica 21 settembre 2012 articolo a cura di Carlo Bonini e Corrado Zunino ).

Facciamoci due conti cittadini del lazio!

Ancora, cito l’Unità di oggi, 22 settembre, articolo a cura di Federica Fantozzi :”…. Il consiglio regionale costa 140 milioni di euro all’anno (quanto la nuova stazione Tiburtina). Il presidente Abbruzzese (per ora saldo in sella) ha uno stipendio di 251mila euro lordi, 18 segretari che ne costano 900mila e 9 consulenti per 178mila. Spende un milione e mezzo in spese di rappresentanza. Non è un alieno: i suoi consiglieri guadagnano ufficialmente 13 mila euro netti al mese (Fiorito, con le indennità, sale a 51mila). 180 ex consiglieri - fino a oggi - hanno beneficiato del controverso vitalizio. I partiti - tutti - hanno a disposizione 19 milioni da spendere più o meno come vogliono. Il punto dolente (o gaudente, a seconda dei punti di vista) sta nello statuto regionale: non è prevista la fatturazione delle spese ma solo la rendicontazione anche mediante autocertificazione (per esempio i lauti rimborsi carburante, 40 cent al km)….”

Tra le loro mani si è compiuto il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, solo che i pani sono i nostri soldi, di contribuenti fessi e fatti fessi, che guardano come pesci, i banchetti screanzati delle scrofe tra i maiali.

E nessuno fiata, silenzio please ! Il motto Travagliano “ci pisciano addosso e ci dicono che piove”, è stato superato in una più calzante iperbole che mette a fuoco la situazione: “ Ci pisciano addosso e ce la pigliamo tutta sta santa pipì, consapevoli della puzza e della provenienza del liquido gialletto”.

Il mondo trasformato in una commedia triviale e sfrontata, business loro che assassinano la realtà nostra, si gonfiano gli onorevoli portafogli e contemporaneamente si sgonfiano le risorse dei cittadini. Dall’altra parte, nessuno stupore, noi siamo il paese che ha tenuto a battesimo uno squallido e laido venditore di scarpe bucate come presidente del consiglio e non sono bastate leggi vergogna, inciuci mafiosi, corna e baciamani, distribuiti a destra e manca, ridicoli, festini a ritmo di bunga bunga, e un’ aia di cortigiani indegni, ruffiani e voraci a farci desistere dal perseverare in questa discesa negli inferi dell’ indecenza e a spazzare via, dalla faccia della terra della politica onesta, questa feccia puzzolente. L’inaccettabile è diventata norma e buona creanza nel paese dell’incontrario.

Potrei raccontare a mia figlia la favola del paese all’incontrario, appunto, dove gli asini e le capre lavorano, lavorano, lavorano felici e contenti, per mantenere i maiali blu e le loro affamate e rumorose famiglie e dirle che le cose vanno bene così. Ma è mia figlia e non la posso ingannare e allora le spiego, quando mi chiede perché sono arrabbiata, che esiste un portafoglio comune, fatto di tutti i risparmi di tutti i cittadini che versano in questo borsellino le tasse e le risorse, questi soldi devono essere spesi per far funzionare bene la città, a beneficio di tutti, per far muovere gli autobus, per dare le medicine e le prestazioni negli ospedali e alle persone che sono malate e rimangono nelle loro case, come Sandrino.

Servono, anche, per far funzionare la sua scuola, per creare il giardino o la mensa dove i bambini possano giocare e mangiare comodi, o per comprare buoni libri da far leggere a chi non ne ha, sono a disposizione per creare occupazione e uffici, dove lavoro, per esempio, posti, dove io e i miei colleghi, ci prendiamo cura di altri che vivono in difficoltà. Succede però, brutta cosa, che un gruppo di tizi chiamati a gestire questi soldi, invece che utilizzarli per tutti se li dividono tra di loro, si pigliano i foglietti di carta e lasciano solo i soldini di metallo, quelli che valgono di meno. “Come la banda bassotti?” chiede la pupa, lei capisce al volo, “come la banda bassotti!” confermo io. Quello che più mi indigna è la faccia, più che le parole di chi ti sobilla nelle orecchie, con la stessa arroganza, la finta bugia del colpevole che si veste da innocente.

Polverini ascolta questa scema che paga le tasse e che si muove tra un universo di lavori precari e pagati a capriccio. Io non ci sto più al tuo giochetto,diventato sport nazionale dei politicanti come te, come Berlusconi tuo padrone e signore insegna, del” io non c’ero, non ho visto, sono incompreso e frainteso, non credevo che quello sciame fosse denaro pubblico, l’ho scambiato per lancio di coriandoli a mezzanotte”.

Renata, sii seria, la situazione è grave, non te ne sei accorta? E’ grave che tu sieda, ancora, fra i banchi di un governo che per dignità morale e civile non ti appartiene, è grave che tu non ti assuma la responsabilità dell’agire delle persone che tu hai scelto e che tu hai sostenuto, mentre rubavano allegramente dal pozzo senza fine, che tu hai contribuito a creare.

Io non ci sto a continuare a far parte della schiera dell’ignavi che non gridano allo scandalo. E’ per questo che mi sento un’ altraitaliana Non accetto la scure che si fa piuma sulle vostre teste colpevoli, peccatori che restituiscono solo le gli scampoli delle vesti rubate perché l’anima se la sono già mangiata, e diventa ferro e acciaio sulle teste dei poveracci, resi ancora più poveri da voi.

Non ha annunciato l’esimio direttore dell’Inps, proprio in questi giorni, che le quattordicesime distribuite nel 2009 a chi ha poco o niente devono essere restituite, magari perché si sono sbagliati di qualche decina di euro nella compilazione della cavillose e complicate dichiarazioni dei redditi? Quanto guadagna l’esimio direttore dell’Inps e quanti incarichi ricopre?

Questo è un paese che ha perso decoro e decenza, siamo oltre il “non ci resta che piangere”. Vergogna! questo mi sento di dire, a me e ai miei concittadini, vergogna perché a questa indecenza, a questo magna, magna di spreco, ladrocinio, incarichi d’oro e potere che si moltiplicano nelle mani delle stesse persone, abbiamo contribuito con il nostro silenzio e la nostra tenace tendenza all’ amnesia, ci siamo lasciati abbindolare, come stupide marionette da lustrini e cotillon, e mentre di soppiatto ci fregavano la dignità, oltre che le risorse, siamo rimasti a guardare senza dire e fare. Il “lascia che sia” ci designa e ci accusa di compromissioni amare con il potere che ci addormenta e ci inganna.

Polverini non te lo dico più, vattene!!. Altrimenti questo popolo di capre “si alza, si indigna, si arrabbia” e ti fa una pernacchia che te la ricordi per una settimana!... Che tristezza!

(dall’alto in basso: Il festino greco-romano con al centro la governatrice Polverini, Polverini che fa il capo treno).

Marina Mancini


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