Altritaliani
Lo scandalo che sta travolgendo la Regione Lazio.

La polvere della Polverini.

lunedì 17 settembre 2012 di Marina Mancini

Bene, bene, il paese del sole, mare e mandolino, dà il meglio di sé in ogni occasione. Non finisce mai di stupire.
Dopo le ruberie di Fiorito (PdL) soprannominato Er Batman, che si mangia i soldi equivalenti a buona parte del risanamento dell’assistenza sanitaria, ci si attendevano le dimissioni della governatrice Polverini. Ecco la cronaca (emozionale) di dimissioni annunciate ma mai avvenute.

L’indignazione, lo sgomento, lo sdegno iniziale trovano sempre la loro bella collocazione in un finale da tragicommedia, il “si va bhè! Brutti e cattivi, ma volemose bene!!” e tra spallucce, baci e abbracci tutto, poi, si aggiusta per un finale da maestri illusionisti che, con estrema abilità, nascondono la cacca e la trasformano in oro. Come prima, più di prima.

E così, accade, che in una regione devastata dal magna magna politico, centro, destra e sinistra, venga fuori il saputo e risaputo, e, cioè, che i nostri rappresentanti (vomito) in particolare uno, che si è distinto per il suo ammasso di voracità e d’ ingordigia umana e corporea, un tal Franco Fiorito (doppio vomito), ex capo del gruppo regionale del PDL (triplo vomito), si sia intascato una somma pari a tutte le possibilità di risanamento e recupero dell’assistenza sanitaria e sociale della regione, compresa quella domiciliare, per anziani, disabili e pazienti oncologici, a tutti i posti letto o interi reparti tagliati nei piccoli e grandi ospedali del Lazio, pari, ancora, al finanziamento di progetti e pianificazioni destinati a bambini, mamme lavoratrici e non (asili nido per esempio), e famiglie in difficoltà, la lista è lunga.

Tutte queste risorse pubbliche, che non sono elemosina e carità cristiana, ma diritti sacrosanti dei Cittadini sono spariti tra le fauci oscene di questo inutile ed inefficace governo della regione. Risorse nostre, che hanno ingrassato i conti e le pance loro, già gonfie degli emolumenti e onorari auto attribuitisi. “Sò onorevole e mi paghi l’aria che respiro!!”

Bene, bene, da Cittadina della regione Lazio e da Lavoratrice della regione Lazio, nel comparto socio–assistenziale, il più infelice e martoriato dagli onorevoli ladri della regione, se non ladri diretti, sicuramente, osservatori silenziosi e consenzienti del gioco delle tre carte, e quindi, lo stesso colpevoli e responsabili, mi trovo a fare questa semplice riflessione: sono anni che il mio lavoro nelle domiciliari si è ridotto a ramo secco, le liste dei pazienti sono bloccate in un’ attesa straziante delle famiglie e dei malati che aspettano un’assistenza seria e dignitosa, perché non ci sono soldi per finanziarla, soprattutto, da quando si è insediata l’onorevole signora dal braccio teso e dalla collera facile, la tizia Polverini, che chiude i reparti ospedalieri, ma che, pare, per il suo personale bisogno ne occupa un’intero, rifilandoci la storia del “povera me ciò il tumore”, alla faccia dei malati Cittadini che stazionano giorni, in attesa di un posto in corsia, nei pronto soccorso, sulle barelle, se gli va bene, o sulle sedie, tra medici e infermieri che si inventano l’impossibile in una situazione dove manca, pure, l’essenziale e il dovuto.

Sono anni, ormai, che ai miei pazienti non riesco a portare nemmeno una garza sterile per le ferite da decubito, perché i farmaceutici dei distretti hanno chiuso i rubinetti.

“Eh! c’era lo spreco prima!!” Sarà vero? Come se i medici che fanno le prescrizioni o i pazienti che le richiedono ci provassero gusto a tuffarsi in un mare di garze o soluzioni fisiologiche nell’intimità della loro vasca da bagno, o si scolassero litri di betadine a colazione , sornioni e furbastri, contenti, solo per aver fregare la regione, sai com’è? un vezzo pure questo, a me piace andare al cinema, qualcun altro si sbellica di divertimento al pensiero di aver arraffato un farmaco, estorto, per puro dispetto, alla povera Asl. De gustibus…

La mia riflessione è banale e sfiora il ridicolo, in un paese normale, in questo, è illuminazione sulla strada di Damasco, perché, mi chiedo, contro gli pseudo sprechi in favore dei cittadini si taglia, si strappa con la mannaia del boia e contro le dilapidazioni, le ruberie, gli oltraggi, i super favolosi stipendi della classe dirigente, politica in primis, ma anche industriale e finanziaria, si fa spallucce, un buffettino sulle spalle e mai una politica seria di riappropriazione del mal tolto o di controllo sui delinquenti di partito, o una riflessione reale per una divisione onesta delle risorse economiche. Il “si tace e acconsente”, regna sovrano, è evidente.

Gli stipendi so dovuti, “quelli mangiano a quattro ganasce”, diceva mio padre. E se poi la fame è tanta e se rubacchiano qualche altra cosa di non dovuto, che c’è voi fa, so ragazzi!

Ma, fortunatamente, la tizia Polverini ieri si è arrabbiata tanto , che paura!!! Io avevo le lacrime agli occhi, estirperà il marcio come ha estirpato il tumore dalla sua gola, evvai brava! “Mi vergogno, chiedo scusa!!”, Giusto! …e poi …., resto in attesa, trepidante, dell’atto di coraggio, mi asciugo le lacrime e mi mangio le unghie nel frattempo.

Il governo della regione Lazio è fatta da romani, è come tali, si sa, caciaroni, spendaccioni e buon temponi, la tizia Polverini, da buona romana quale è, ha partecipato allegramente all’andazzo, cito da l’Unità di sabato 15 settembre ’12, un commento di Esterino Montino, nell’ articolo di Jolanda Bufalini : “Il Lazio è la regione che spende di più, tiene il passo con la Sicilia, ma con Renata Polverini le spese sono aumentate, ha aumentato il numero degli assessori esterni e gli ha dato il vitalizio, il vitalizio i contribuenti lo dovranno pagare anche ai tre consiglieri rimossi…..Si è allargata la pratica dei monogruppi e, di questi, tre su cinque fanno capo alle liste Polverini. Il monogruppo ha un capo gruppo, con relativa indennità, e un contributo finanziario dalla Regione oltre che le strutture ad hoc….”

Va bhè, mi dico, acqua del Tevere passata, adesso, dopo la pubblica ammenda, raccoglie i cocci e se ne va, lei e i suoi disgustosi Batman, consiglieri e arruffa popoli vari, e io torno ad occuparmi, seriamente e a tempo pieno, dei miei pazienti, o al limite, ricevo il mio stipendiuccio puntuale tutti i mesi, invece che a ghiribizzo della regione e della cooperativa dove mi sono infilata, vista la magrezza della paga (la stranezza di questi che si ricordano di pagare gli operatori ogni due, tre o quattro mesi, non riesco a spiegarmela, ma io sono un’ ingenua).

Aspetto le parole fatidiche, e, invece ascolto, più che altro leggo dopo, perché ad un certo punto lo stomaco non mi ha retto, parole che scivolano nell’aria come lì per caso, non c’entrano niente ma si imbucano lo stesso come finti invitati, brutti fidanzati “ Resto!” (ma chi ti vuole!). ” Siamo sulla buona strada”, ( che tabacco metti nelle sigarette che fumi ultimamente Renata?, le allucinazioni sono micidiali!), “rilanciamo la politica sana” (quale?!, in Burundi più sana di noi, certamente). La tizia è, evidentemente, in uno stato confusionale, deve, ancora, smaltire l’anestesia.

Giro e rigiro il giornale tra le mani, la Repubblica mi è sempre sembrata una testata seria, almeno per la parte politica, ho sbagliato è un canovaccio comico, però, a me, oggi, quello che sento e leggo, non fa ridere per niente.

Un consiglio, alla mia (ahimè non per buona volontà e scelta) governatrice della regione: “Polverini Renata, non ci siamo! Raccogli quello che ti è rimasto in dignità umana e politica, assumiti, seriamente, le tue responsabilità per il dramma che viviamo noi, Cittadini del Lazio, nostra è la tragedia della Concordia altro che chiacchiere inutili, mentre voi ingrassavate il vostro vitello per la mensa dei re, e vattene! E’ semplice, come sfornare il pane, sforna la tua rispettabilità e ricuci il decoro che hai perso ad ogni taglio, bilanciato all’incontrario, in un giochetto sporco e bugiardo, da ciascuno dei vitalizi che hai concesso! Vattene e facci sognare una politica onesta ed umile che ci permetta di ripensare alla nostra amata Regione (finalmente con la R maiuscola!), come ad una mescolanza di possibilità e opportunità per noi, ancora giovani e per i nostri figli. Renata è un ultimatum il mio, o te ne vai tu, o me ne vado io!”.

(le foto dall’alto in basso: l’indagato Franco Fiorito e Renata Polverini governatrice della Regione Lazio nel suo discorso di ieri).

Marina Mancini


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